Decreto fiscale approvato alla Camera, le misure

Legge di conversione del decreto fiscale approvata con fiducia alla Camera: rottamazione cartelle, voluntary bis e semplificazioni per imprese e professionisti.

La Camera ha approvato la legge di conversione del decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2017, con voto di fiducia nella seduta del 16 novembre. Il testo passa al Senato per il via libera definitivo entro il 23 dicembre. Prevede: rottamazione cartelle esattoriali, Equitalia annessa all’Agenzia delle Entrate,voluntary disclosure bis, riforma studi di settore (sostituiti da indicatori di compliance fiscale) e numerose semplificazioni.

Il passaggio alla Camera ha comportato modifiche rispetto al testo originale e, visti i tempi ormai stretti (compresa la pausa a ridosso del referendum del 4 dicembre), con ogni probabilità non ci saranno ulteriori cambiamenti a Palazzo Madama. Vediamo le principali misure sottolineando le novità introdotte a Montecitorio.

Rottamazione cartelle

Definizione agevolata delle cartelle esattoriali, con pagamento per intero della somma dovuta (tasse o multa stradale) ed esenzione per sanzioni e interessi di mora. La rottamazione riguarda cartelle assegnate all’agente della riscossione (non più solo Equitalia) dal 2000 al 2016 (termine esteso alla Camera

E’ previsto il pagamento a rate: un massimo di cinque (rispetto alle quattro previste in origine) di cui tre entro nel 2017 (luglio, settembre e novembre) e due Nel 2018 (aprile e settembre). L’agente della riscossione comunica gli importi dovuti entro il 31 maggio 2017. I versamenti 2017 devono coprire il 70% della somma dovuta, il restante si paga nel 2018. Il contribuente deve aderire alla procedura entro marzo 2017 (non più il 23 gennaio).

Addio a Equitalia

Le funzioni dell’agente della riscossione passano all’Agenzia delle Entrate. E’ previsto il passaggio di tutti i dipendenti, senza più prevedere (come inizialmente previsto) una prova d’esame.

Voluntary disclosure bis

Nuova procedura di collaborazione volontaria per l’emersione di capitali detenuti all’estero oppure in Italia ma non dichiarati. Le regole sono sostanzialmente le stesse già previste nel 2015: si pagano le tasse mentre ci sono sconti sulle sanzioni e un condono penale sui reati connessi all’evasione (purché non si configurino reati più gravi, come il riciclaggio). Possono essere sanate le violazioni commesse fino al 30 settembre 2016, il termine per la regolarizzazione è il 31 luglio 2017.

La Camera ha ampliato la platea, consento l’adesione alla procedura anche a coloro che avevano già utilizzato la prima voluntary.

Studi di settore

Spariscono gli studi di settore, sostituiti da indicatori di compliance fiscale: la riforma avverrà nel 2017, le modalità attuative saranno fissate da decreto ministeriale dell’Economia, che individuerà i nuovi indici di affidabilità fiscale.

Semplificazioni fiscali

Ci sono varie misure di semplificazione fiscale, fra cui le sanzioni più basse sulle comunicazioni IVA per l’omessa o errata trasmissione delle fatture: 2 euro per ogni fattura, fino a un massimo di mille euro a trimestre, e sanzione ridotta della metà (1 euro a fattura con tetto di 500 euro a trimestre) se la trasmissione è effettuata entro i primi 15 giorni dalla scadenza. Sanzione da 500 a 2mila euro per omessa, incompleta o infedele comunicazione IVA, anche in questo caso ridotta della metà se l’adempimento è effettuato nei 15 giorni successivi alla scadenza.

Crediti d’imposta per la fatturazione elettronica: 100 euro per l’adeguamento tecnologico e altri 50 euro, una volta sola, utilizzabili una volta sola, per la trasmissione telematica delle fatture. Eliminato il tax day del 16 giugno, che resta la scadenza per TASI e IMU, mentre i pagamenti IRPEF, IRAP e IRES avvengono entro il 30 giugno.

Fra le altre misure: incremento Fondo garanzia PMI, più tempo per la dichiarazione integrativa, niente tasse per le spese di viaggio di piccoli imprenditori, rinnovo automatico della cedolare secca, agevolazioni per l’accesso al credito imprese agricole.

Dl Fiscale: rottamazione cartelle estesa

Rottamazione cartelle fino al 2016 con ruoli estesi fino a 5 rate e adesioni entro marzo, dipendenti Equitalia trasferiti alle Entrate: modifiche al Decreto Fiscale, verso la fiducia.

Maratona per il Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2017 in commissione Bilancio alla Camera, dove si votano gli emendamenti per l’approdo in Aula giovedì 10 novembre: fra le novità, l’estensione della rottamazione cartelle esattoriali ai ruoli 2016 con dilazione fino a 5 rate e la fusione di Equitalia con l’Agenzia delle Entrate a luglio prossimo con trasferimento automatico dei dipendenti.

Vediamo in dettaglio come cambia il decreto nel passaggio alla Camera, tenendo presente che con ogni probabilità il testo approvato in commissione non sarà modificato in Aula, dove non si esclude che il Governo ponga la fiducia.

Rottamazione cartelle

Sarà possibile la definizione agevolata dei debiti fiscali di cartelle emesse dal 2000 al 2016. Non solo: il provvedimento non riguarda più solo Equitalia ma anche i ruoli eseguiti direttamente dai Comuni o affidati ad altri agenti della riscossione. Sale da 4 a 5 il numero della rate possibili, con pagamento entro fine 2017 delle prime tre (70% del debito) e delle altre nel 2018. I termini per l’adesione domanda slittano dal 23 gennaio a fine marzo.

Equitalia

Per quanto riguarda Equitalia, che in base al decreto fiscale confluirà nell’Agenzia delle Entrate, è stata eliminata la norma che prevedeva una procedura di selezione per i dipendenti che passeranno al nuovo ente e ne è stata introdotta una che prevede il trasferimento anche del personale a tempo determinato, fino alla scadenza del contratto.

Con il passaggio al nuovo ente, verrà eliminato l’attuale aggio dovuta ad Equitalia e si studieranno nuovi meccanismi per coprire i costi di riscossione.

Altre novità

Rimodulate le cifre relative alle spese dei ministeri, decisa la destinazione del 10% dei diritti televisivi della Figc ai settori giovanili, più risorse per il tax credit per il cinema, maggiori margini finanziari per i sindaci che accolgono profughi internazionali.

Ricordiamo infine che fra le misure fondamentali del decreto fiscale, oltre a quelle già citate, ci sono la voluntary disclosure bis, il rifinanziamento del fondo di garanzia PMI, obbligo comunicazioni trimestrali IVA, allungamento scadenza dichiarazione dei redditi integrativa.

Voluntary disclosure bis al via: modello di adesione

Adesioni al via per la voluntary disclosure bis: domande anche con il vecchio modello 2015 in attesa del provvedimento con la nuova procedura.

Chi intende aderire alla voluntary disclosure bis può farlo da subito: il decreto legge che istituisce la nuova procedura (Dl 193/2016) è in vigore dal 24 ottobre e per la procedura l’Agenzia delle Entrate permette di utilizzare anche la modulistica dell’edizione passata(modello approvato con Provvedimento Agenzia delle Entrate 30 gennaio 2015). Le domande possono essere inviate fino al 31 luglio 2017 e, come prevede la norma (contenuta nell’articolo 7 del decreto), c’è tempo fino al successivo 30 settembre per integrazioni e documentazione.

La voluntary disclosure bis consente di far emergere patrimoni illegalmente portati all’estero o non dichiarati in Italia: la violazione deve essere stata commessa entro il 30 settembre 2016. Dunque, non possono accedervi i contribuenti che hanno già aderito alla procedura 2015.

Modulistica

Entro il 23 novembre (30 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento) l’Agenzia delle Entrate approverà un nuovo provvedimento con tutte le indicazioni per presentare le domande. Nel frattempo, i contribuenti possono già inviare istanza di accesso alla voluntary disclosure bis, utilizzando il vecchio modello, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, seguendo il percorso “Cosa devi fare” – “richiedere” – “collaborazione volontaria”.

Il modello si trasmette esclusivamente per via telematica, sempre in base alla procedura seguita nel 2015: ci vogliono le credenziali Entratel o Fisconline, si utilizza il software messo a disposizione dall’Agenzia, bisogna conservare copia cartacea. E’ anche possibile inviare via PEC una relazione di accompagnamento, indicando dati e informazioni non previste nei modelli 2015 (come quelli relativi alle nuove annualità coperte dalla voluntary).

Ricordiamo che la voluntary disclosure bis prevede il pagamento integrale delle tasse originariamente dovute, con uno sconto invece su sanzioni e mora e un condono penale sui reati connessi all’evasione (a meno che non si configurino fattispecie più gravi, come il riciclaggio), I pagamenti delle somme dovute avvengono in unica soluzione, entro il 30 settembre 2017 oppure in tre rate di pari importo, con la prima da saldare sempre entro il 30 settembre dell’anno prossimo. Non è possibile avvalersi della compensazione.

C’è la possibilità di far emergere somme in contanti o in altri valori, sempre pagando interamente le tasse evase: una prima bozza del decreto prevedeva la possibilità di applicare alla sanatoria contanti un forfait del 35%, ipotesi poi non approvata nella formulazione definitiva.

Studi di Settore verso l’addio

Studi di Settore addio, con il Decreto Fiscale arriva l’indice di affidabilità fiscale volto ad incentivare la compliance.

Novità in tema di Studi di Settore con l’approvazione, da parte delle Commissioni riunite Bilancio e Finanze alla Camera, di alcuni emendamenti in sede di esame del disegno di legge di conversione del Decreto Fiscale (D.L. n. 193/2016), collegato alla Legge di Bilancio 2017.

Si tratta dei correttivi del provvedimento che prevedono l’utilizzo di indici sintetici di affidabilità fiscale per delineare un profilo del contribuente-impresa che comporterebbero la fine degli Studi di Settore a partire dal 31 dicembre 2017.

A tali indici di affidabilità del contribuente dovrebbero essere collegati anche dei meccanismi premiali per le imprese più affidabili, probabilmente un’esclusione o una riduzione dei termini per gli accertamenti, oltre a vantaggi come rimborsi più veloci. In sostanza l’idea è di fare in modo che questi nuovi indicatori favoriscano la compliance fiscale dei contribuenti. In generale, infatti, si tratta di una norma che rientra nel pacchetto di misure che hanno l’obiettivo di semplificare il sistema fiscale.

Il Decreto Fiscale arriva in Aula a Montecitorio il 14 novembre, con richiesta di fiducia da parte del Governo. La Legge di Bilancio (relatore Mauro Guerra, Pd) ha invece iniziato il suo iter in commissione Bilancio della Camera. Il 15 novembre si discuteranno gli emendamenti con scrematura definitiva entro il giorno successivo e la votazione il 17 novembre. L’esame vero e proprio in assemblea del testo emendato è in programma a partire dal 24 novembre.

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