Dichiarazione di successione, moduli e software online

Dal 23 gennaio 2017 nuovi moduli e software di compilazione per la dichiarazione di successione, che diventa digitale: funzionamento e vantaggi.

SuccessioniOnline: visura catastale automatica, dichiarazione online di atto notorio senza allegati, calcolo tasse, addebito diretto in conto corrente: sono alcuni dei vantaggi per il contribuente che presenta la dichiarazione di successione online utilizzando il nuovo software messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Utilizzabile dal 23 gennaio, il SUC consente di presentare in via telematica la dichiarazione, utilizzando l’apposito modello approvato dall’Agenzia con provvedimento dello scorso 27 dicembre.

Il nuovo modello si utilizza per le successioni successive al 3 ottobre 2006, per quelle avvenute in data anteriore.
Per dichiarazioni integrative, sostitutive o modificative di dichiarazioni compilato con il vecchio modello, si continua da utilizzare quest’ultimo, attraverso la precedente procedura.

L’applicativo è utilizzabile dai contribuenti che hanno il codice PIN, consente di creare e compilare un file editabile (la versione digitale della dichiarazione di successione), allegare documenti, inviare il modello. La tecnologia java utilizzata consente l’utilizzo delle applicazioni direttamente dal web, fornisce sempre l’ultimo aggiornamento disponibile, funziona in modo semplice ed intuitivo. Sul sito dell’Agenzia sono dettagliati tutti i requisiti tecnici che il pc deve avere, differenziati a seconda del sistema operativo utilizzato (Windows, Mac, Linux). Gli allegati devono sempre essere in formato PDF/A o TIFF.

La presentazione telematica della dichiarazione di successione vale anche come domanda di voltura catastale e di conseguenza non è più necessario effettuare ulteriori adempimenti amministrativi e rivolgersi agli uffici territoriali per perfezionare la pratica. Fanno eccezione gli immobili ricadenti nei territori in cui vige il sistema del Libro Fondiario, quelli gravati da oneri reali, i casi di trust e di eredità giacente o amministrata. Le somme da versare in autoliquidazione vengono calcolate automaticamente ed è anche possibile effettuare il pagamento con addebito sul conto corrente.

La digitalizzazione del processo consente anche alla stessa Agenzia delle Entrate di fornire nuovi servizi: gli uffici sono immediatamente in grado di consultare le dichiarazioni presentate online, quindi è sempre possibile richiedere copie conformi (a qualsiasi ufficio). La dichiarazione di successione presentata è comunque disponibile nel cassetto fiscale del contribuente e di eventuali coeredi. La presentazione può avvenire direttamente, oppure tramite intermediario.

Il modello è composto dai seguenti quadri:

  • frontespizio;
  • quadro EA: dati eredi, legatari, altri soggetti;
  • quadri EB, EC: parte dell’attivo ereditario costituita da beni immobili e diritti reali immobiliari;
  • quadro ED: passività;
  • quadro EE: riepilogativo asse ereditario al netto delle passività;
  • quadro EF: determinazione tributi dovuti in autoliquidazione;
  • quadro EG: elenco documenti da allegare alla dichiarazione;
  • quadro EH: dichiarazioni sostitutive di atto notorio, richieste di agevolazioni e riduzioni;
  • quadro EI: dichiarazione utili alla voltura catastale nei casi di discordanza fra soggetto iscritto in catasto e quello dal quale si fa luogo al trasferimento;
  • quadri EL ed EM: parte dell’attivo ereditario costituita da beni immobili e diritti reali immobiliari iscritti nel sistema tavolare;
  • quadro EN: dati relativi alle aziende;
  • quadro EO: azioni, obbligazioni, altri titoli, quote sociali;
  • quadro EP ed EQ: aerei, navi, imbarcazioni;
  • quadro ER: rendite e crediti;
  • quadro ES: donazioni e atti a titolo gratuito.

Successioni, codici tributo per F24

Dal primo aprile per le dichiarazioni di successione le tasse si pagano con il modello F24, il vecchio F23 si può usare fino a fine 2016: i nuovi codici tributo delle Entrate.

Modello F24 dal primo aprile 2016 anche per le tasse di successione: l’Agenzia delle Entrate ha istituito tutti i codici tributo da utilizzare. Sono contenuti nella risoluzione 16/E del 25 marzo in attuazione di un provvedimento di semplificazione (decreto Ministero delle Finanze 8 novembre 2011), che rende le pratiche per la dichiarazione di successione omogenee rispetto ad altri tributi, prevedendo cioè il versamento con il modello F24: fino alla fine 2016 sarà comunque possibile utilizzare anche il modello F23, che invece non potrà più essere usato a partire dal 2017.

Codici tributo

  • 1530” denominato “Successioni – Imposta ipotecaria“;
  • 1531” denominato “Successioni – Imposta catastale“;
  • 1532” denominato “Successioni – Tassa ipotecaria“;
  • 1533” denominato “Successioni – Imposta di bollo“;
  • 1534” denominato “Successioni – Imposta sostitutiva INVIM“;
  • 1535” denominato “Successioni – Sanzione da ravvedimento – imposte e tasse ipotecarie e catastali – art. 13 D.Lgs. n. 472/1997“;
  • 1536” denominato “Successioni – Sanzione da ravvedimento – Imposta di bollo – art. 13, D.Lgs. n. 472/1997“;
  • 1537” denominato “Successioni – Interessi da ravvedimento – art. 13, D.Lgs. n. 472/1997“.

Vanno esposti nella sezione “Erario“, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati“, con l’indicazione nel campo “anno di riferimento” dell’anno del decesso. Nella sezione “Contribuente” ci sono i campi per il codice fiscale e i dati anagrafici dell’erede, mentre nel campo “Codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare” si indica il codice fiscale del defunto, e in “codice identificativo” si scrive il codice “08″, anch’esso appena istituito per identificare il defunto.

Ci sono poi altri nuovi codici tributo che si utilizzano, sempre in F24 e sempre per le tasse di successione, in seguito agli avvisi di liquidazione, definizione per acquiescenza o pagamento spontaneo di avvisi di accertamento o di liquidazione, definizione delle sole sanzioni, accertamento con adesione, conciliazione giudiziale. Eccoli nelle tabelle che seguono:

Causale Codice tributo Avvisi di liquidazione Definizione per acquiescienza Sanzioni accertamento con adesione conciliazione giudiziale
Imposta ipotecaria A140 A154 A170 A182
imposta catastale A141 A155 A171 A183
tassa ipotecaria A142
imposta sostitutiva INVIM A143 A157 A173 A185
INVIM Erario A144 A158 A174 A186
INVIM Comuni A145 A159 A175 A187
Imposta di bollo A146 A156 A172 A184
Imposta di successione A147 A153 A169 A181
Sanzione imposta di bollo A148 A160 A165 A178 A190
Sanzione imposte e tasse ipotecarie catastali A149 A161 A166 A176 A188
Sanzione imposta sulle successioni A150 A162 A167 A177 A189
Tributi speciali e compensi A151 A164 A180 A192
Interessi A152
Sanzione INVIM A163 A168 A179 A191

 

In sede di compilazione del modello F24, tutti questi codici tributo sono esposti nella sezione “Erario“, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati“, con l’indicazione nei campi “codice ufficio“, “codice atto” e “anno di riferimento“. Per i codici tributo A145 – A159 – A175 – A187, inoltre, nel campo“rateazione/regione/prov./mese rif” è indicato il codice catastale del comune, reperibile nella “tabella dei Codici Catastali dei Comuni“. Infine, per il pagamento delle spese di notifica degli atti emessi dagli Uffici, si utilizza il codice tributo “9400 – spese di notifica per atti impositivi“.

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