FISCO E LEGGE DI STABILITA’ 2016; partite iva e nuovo regime dei minimi, tasse prima casa, leasing finanziario e super ammortamento, cosa cambia per le imprese; cartelle esattoriali; pagamento, prescrizione e ricorso

Sintesi delle novità fiscali introdotte dalla Legge di Stabilità 2016: le schede del MEF sulle nuove norme in tema di IVA, IMU, tasse, detrazioni fiscali e misure per le imprese.

Rese disponibili da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze le schede di sintesi degli aspetti fiscali contenuti nella Legge di Stabilità 2016: le novità in tema di IVA, IMU-TASI, tasse, detrazioni fiscali e misure per le imprese.

IVA

Si parte dal precisare che la Legge di Stabilità per il 2016 ha disattivato la clausola di salvaguardia introdotta dalla Legge di Stabilità 2014 e ha rinviato al 2017 gli aumenti predisposti dall’ulteriore clausola introdotta dalla Legge di Stabilità 2015. Viene inoltre:

  • istituita l’aliquota ridotta IVA al 5% per le prestazioni socio-sanitarie, assistenziali ed educative rese dalle cooperative sociali e loro consorzi;
  • previsto il recupero dell’IVA in caso di procedura concorsuale;
  • esteso l’ambito di applicazione del Reverse Charge;
  • estesa l’aliquota IVA del 4% ai giornali, notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri e periodici, ossia a tutte le pubblicazioni identificate da codice ISBN o ISSN e veicolate attraverso qualsiasi supporto fisico o tramite mezzi di comunicazione elettronica;
  • innalzata la percentuale di compensazione di detrazione dell’IVA applicabili ad alcuni prodotti dei settori lattiero – caseario ed agli animali vivi bovini e suini.

Tasse sugli immobili

Vengono poi riassunti gli interventi in tema di tasse sugli immobili:

  • riduzione del 50% della base imponibile IMU e TASI per gli immobili, ad eccezione delle abitazioni di lusso, concessi in comodato a genitori o figli che la adibiscono ad abitazione principale;
  • esenzione IMU per i terreni agricoli;
  • anticipazione al 14 ottobre del termine precedentemente fissato al 21 ottobre per l’invio delle delibere IMU e TASI da parte dei Comuni: termine che diventa perentorio;
  • possibilità di ridurre, azzerare o aumentare (fino al 2,5 per mille) la TASI dei beni merce;
  • eliminazione della TASI sulla prima casa;
  • eliminazione di IMU e TASI per le cooperative edilizie;
  • eliminazione dell’IVIE dall’abitazione principale;
  • compensazione da parte dello Stato a favore dei Comuni per la perdita di gettito causata dalle modifiche introdotte in materia di IMU e TASI;
  • eliminazione di IMU e TASI dagli immobili imbullonati;
  • eliminazione dell’IMUS;
  • sospensione dell’efficacia delle eventuali deliberazioni e leggi regionali concernenti aumenti di tributi e addizionali, spettanti a Regioni e a enti locali, ad esclusione, tra l’altro, del settore sanitario e della TARI;
  • proroga, in materia di TARI, fino al 2017, della possibilità di ridurre o di aumentare nella misura del 50% alcuni coefficienti per il calcolo della tariffa e rinvio al 2018 dell’obbligo di tener conto dei fabbisogni standard ai fini della determinazione della tariffa;
  • possibilità per i Comuni di confermare la stessa maggiorazione TASI già applicata nel 2015;
  • riduzione del 25% dell’imposta calcolata applicando l’aliquota IMU e TASI stabilita dal Comune per gli immobili locati a canone concordato;
  • estensione delle agevolazioni prima casa anche a una seconda abitazione a condizione che la prima sia alienata entro un anno dall’acquisto.

 

Imprese

Per quanto riguarda la fiscalità delle imprese:

  • viene rideterminata l’aliquota dell’imposta sul reddito delle società (IRES) dal 27,5% al 24% a partire dal 2017;
  • dal periodo successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016 è introdotta un’addizionale IRES del 3,5% per banche e società finanziarie;
  • esenzione IRAP in agricoltura;
  • aumento della deduzione IRAP per i costi sostenuti per i lavoratori stagionali;
  • viene introdotto il super ammortamento al 140% per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi;
  • riduzione del periodo di durata dell’ammortamento dell’avviamento e dei marchi, affrancati con l’imposta sostitutiva del 16%, da 10 a 5 anni;
  • bonus investimenti in beni strumentali nuovi nel Mezzogiorno;
  • estensione dell’ambito di applicazione del regime agevolato previsto per i contribuenti forfettari;
  • assegnazione agevolata dei beni ai soci;
  • estromissione dal regime d’impresa dei beni immobili strumentali posseduti dall’imprenditore individuale;
  • incremento della deduzione forfetaria ai fini dell’IRAP prevista per talune tipologie di soggetti passivi in funzione dei livelli di base imponibile realizzata;
  • esenzione IRAP medici privi di autonoma organizzazione;
  • obbligo delle imprese multinazionali di predisporre e presentare annualmente una rendicontazione Paese per Paese (“country by country reporting”) da cui emergano i ricavi e gli utili lordi conseguiti nonché le imposte pagate e maturate a livello di gruppo;
  • modifiche alla disciplina del regime Patent box, il regime opzionale di tassazione per i redditi derivanti dall’utilizzo di opere dell’ingegno, di brevetti industriali, di marchi, di disegni e modelli, nonché di processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili introdotto dalla legge di stabilità 2015;
  • diviene permanente l’equiparazione alle strutture ricettive all’aria aperta delle strutture organizzate per sosta e pernottamento turisti nelle proprie unità da diporto (cd. Marina resort);
  • viene consentita la rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni alle imprese che nella redazione del bilancio non adottano i Principi contabili internazionali, nonché il riallineamento dei valori fiscali dei beni a quelli di bilancio.

Detrazioni fiscali

Sul fronte agevolazioni fiscali:

  • vengono confermate le aliquote per i bonus econobonus (65%) e ristrutturazioni (50%);
  • viene introdotto il bonus mobili per giovani coppie (50%);
  • viene introdotta la detrazione IRPEF al 19% per l’acquisto dell’abitazione principale tramite contratto di leasing;
  • viene introdotta un’aliquota agevolata all’1,5% dell’imposta di registro nel caso di acquisizione della prima casa in leasing;
  • la disciplina della deducibilità dei costi sostenuti nei confronti di soggetti “black list” è integralmente abrogata a decorrere dal periodo d’imposta 2016;
  • vengono introdotte agevolazioni fiscali per gli enti creditizi sottoposti a procedure di risoluzione da parte della Banca d’Italia;
  • introduzione a regime di agevolazioni fiscali per i premi di produttività e per le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili di impresa con possibilità di opzione per forme alternative di welfare aziendale;
  • incrementate le detrazioni per redditi da pensione: l’area di esenzione fiscale sale a 8.000 euro per i pensionati di età non inferiore a 75 anni, mentre sale a 7.750 euro per i pensionati di età compresa tra 70 e 75 anni;
  • Istituzione di una zona franca urbana (ZFU) nei Comuni della regione Lombardia colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio 2012, all’interno della quale vengono concesse particolari agevolazioni alle micro imprese;
  • modificato il regime di deducibilità fiscale delle spese non documentate sostenute dalle imprese autorizzate all’autotrasporto di merci per conto terzi;
  • deducibilità ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP delle somme corrisposte, anche su base volontaria, a consorzi cui le imprese aderiscono in ottemperanza a gli obblighi di legge, indipendentemente dal trattamento contabile ad essi applicato, a condizione che siano utilizzate in conformità agli scopi dei consorzi.

Debiti e crediti fiscali

Vengono estese al 2016 le norme che consentono la compensazione delle cartelle esattoriali. Sono inoltre allungati di un anno i termini per l’accertamento dell’IVA e delle imposte sui redditi, dal 31 dicembre del quarto anno al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione. Nei casi di omessa presentazione della dichiarazione o di presentazione di dichiarazione nulla, l’avviso di accertamento può essere notificato entro il 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata. Si estende al caso della dichiarazione IVA nulla l’allungamento dei termini per l’accertamento previsto attualmente per la mancata dichiarazione; anche in tal caso, dunque, si rende tempestivo l’accertamento effettuato fino al 31 dicembre del settimo anno successivo a quello della dichiarazione. Viene espunta la norma che raddoppia i termini per l’accertamento dell’IVA e delle imposte sui redditi nel caso di violazione che comporta obbligo di denuncia per uno dei reati tributari previsti dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74. Si prevede la riammissione alla rateazione per i contribuenti decaduti dal beneficio della dilazione a seguito di adesione (definizione di un accordo con l’Ufficio) o acquiescenza (pagamento entro 60 giorni dalla notifica).

Canone RAI

Prende il via la riforma del Canone RAI, con un riduzione dell’importo da 113,50 a 100 euro, con addebito in bolletta elettrica.

Stabilità 2016: Partite IVA e nuovo Regime dei Minimi

Dal nuovo Regime dei Minimi ai congedi parentali alle norme sulle collaborazioni, ecco lo Statuto dei lavoratori autonomi in Legge di Stabilità 2016: norme e reazioni.

Secondo la definizione del Governo, la Legge di Stabilità 2016 contiene uno “Statuto dei lavoratori autonomi”: si tratta di un corposo capitolo della manovra che va dalle modifiche al Regime dei Minimi, alla possibilità per i professionisti di dedurre spese per la formazione fino a 10mila euro annui, all’ampliamento della maternità ai congedi parentali per le lavoratrici a partita IVA. Soddisfazione da parte delle rappresentanze di categoria in particolare da CNA Professioni, che parla di  «svolta epocale». Vediamo tutte le misure in arrivo per professionisti e Partite IVA con la Legge di Stabilità 2016.

Nuovo Regime dei Minimi

Viene modificata la riforma iniziata con la manovra dell’anno scorso, con il premier che ammette il “pasticcio” della riforma 2015, annunciando le nuove regole. Il nuovo Regime dei Minimi con aliquota al 15% prenderà definitivamente il posto del vecchio sistema con aliquota al 5% (che termina a fine 2015), ma cambiano tutti i massimali per le varie categorie di partite IVA. Resta il meccanismo di fondo, per cui accedono al Regime dei Minimi coloro che fatturano meno di una determinata soglia, senza più vincoli di tempo. Si può applicare l’aliquota forfettaria fino a quando si mantengono i requisiti di reddito. Per il calcolo dell’imponibile, si applicano ai ricavi coefficienti diversi per ogni categoria. Vediamo come cambiano i tetti di reddito: 15mila euro in più all’anno per i liberi professionisti, 10mila euro in più all’anno per tutte le altre partite IVA. Ecco in tabella i nuovi requisiti di reddito per l’accesso al Regime dei Minimi, e i coefficienti (invariati) per il calcolo dell’imponibile a cui applicare il 15% di imposta.

  • professionisti: ricavi a 30mila euro (il precedente tetto era a 15mila euro). Coefficiente 78%;
  • artigiani e imprese (non alimentari): ricavi 30mila euro (da 20mila), coefficiente 67%;
  • commercianti (ingrosso e dettaglio): ricavi 50mila euro (da 40mila), coefficiente 40%;
  • ambulanti di alimentari e bevande: ricavi 40mila euro (da 30mila), coefficiente 40%;
  • ambulante di altri prodotti: ricavi 30mila euro (da 20mila), coefficiente 54%;
  • alberghi e Ristoranti: ricavi 50mila euro (da 40mila), coefficiente 40%.

Non si escludono condizioni più favorevoli per le nuove partite IVA, con aliquota al 5% per i primi tre anni. Ci sono altre due novità rilevanti sul nuovo Regime dei Minimi. La prima, è consentito anche ai lavoratori dipendenti e pensionati che hanno anche un’attività in proprio, se l’assegno previdenziale o lo stipendio sono inferiori a 30mila euro l’anno. La seconda riguarda invece le start-up, per le quali c’è un regime agevolato al 5% (dal precedente 10%).

Altre misure e Statuto lavoratori autonomi

In manovra ci sono altre misure per piccole imprese e partite IVA, alcune delle quali vengono inserite in uno specifico disegno di legge collegato sul lavoro autonomo. C’è un’agevolazione fiscale per le società di persone, con la franchigia di deduzione IRAP che si alza a 13mila euro (da 10500). Per i professionisti, un’agevolazione fiscale sulle spese di formazione, interamente deducibili dal reddito fino a 10mila euro annui (contro il 50% delle spese applicato attualmente).

Una misura importante riguarda le controversie: con l’eccezione dei piccoli imprenditori artigiani e dei commercianti iscritti alla Camera di commercio, alle cause che riguardano lavoratori autonomi si applica il rito del lavoro, modificando l’attuale impostazione dell’articolo 409 del Codice di procedura civile in base al quale il rito speciale si applica solo ai rapporti di lavoro subordinato, ai rapporti di agenzia ed alle altre forme di lavoro parasubordinato.

Attenzione: ci sono anche misure relative alla corretta applicazione delle forme di collaborazione a partite IVA, da armonizzare con le modifiche appena introdotte dalla riforma dei contratti del Jobs Act (Dlgs 81/2015). Bisogna aspettare la precisa formulazione della norma, viene comunque codificata con precisione la differenza fra una falsa partita IVA (quindi, un rapporto che maschera un contratto di lavoro dipendente), e una reale collaborazione. Ci sono anche norme specifiche sul lavoro agile, o smart working, anche qui con definizioni e ambiti di applicazione precisi, differenze con il telelavoro.

Previste misure per incentivare le amministrazione pubbliche a rivolgersi anche ai professionisti per i contratti di appalto. Gli interessi di mora per i pagamenti in ritardo si applicano anche ai contratti fra imprese e lavoratori autonomi. Significa che un ritardato pagamento a un professionista autonomo comporta, alla fine, un conto più salato per l’azienda.

Per quanto riguarda la previdenza, resta l’aliquota di contribuzione al 27%, quindi nessun aumento nel 2016 per le partite IVA iscritte alla gestione separata INPS. Ampliate poi le possibilità di maternità e congedo parentale per lavoratrici e lavoratori autonomi: dal 2016 congedo parentale per sei mesi, entro i primi tre anni di vita del figlio, con trattamento economico uguale a quello del congedo parentali riservato ai lavoratori dipendenti. L’indennità di maternità viene riconosciuta alle autonome indipendentemente dalla effettiva astensione dall’attività.

Tasse prima casa, tutte le agevolazioni 2016

Tasse prima casa e agevolazioni applicabili: abolizione TASI, sconti IMU-TASI comodato d’uso, bonus mobili giovani coppie, acquisto in leasing, sconti prima casa-bis.

Oltre all’abolizione della TASI sull’abitazione principale, le agevolazioni previste dalla Legge di Stabilità 2016 in materia di tasse sulla prima casa sono tante: bonus mobili per giovani coppie, leasing immobiliare, tassazione agevolata per chi vende e riacquista. E c’è anche la proroga dei bonus sulle ristrutturazioni e sulle riqualificazioni energetiche, rispettivamente al 50 e 65%, così come il “vecchio” bonus arredi sempre in caso di ristrutturazione. Vediamo una breve panoramica di tutte le novità.

IMU-TASI

Dal 2016 non si paga più la TASI sulla prima casa, con l’unica eccezione delle abitazioni di lusso (categorie catastali A1, A8 e A9). Lo prevede il comma 14 dell’articolo unico della manovra. L’abolizione riguarda proprietari e inquilini. Per gli immobili dati in affitto, il locatario paga la quota spettante in base alla delibera TASI 2015 o, in sua assenza, il 90% del corrispettivo; l’inquilino non paga nulla. Il comma 16 riconosce l’esenzione TASI anche alla casa assegnata al coniuge, ma solo previo provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.

L’esenzione TASI spetta anche sulle pertinenze, tenendo a mente che è possibile correlarne all’abitazione principale un massimo di tre, appartenenti a catastali diverse fra loro (es: su due box accatastati come tali, solo uno può essere esentato). Le eventuali pertinenze escluse dal beneficio pagano l’IMU con l’aliquota prevista in delibera comunale per la tipologia di immobile.

Infine, c’è uno sconto IMU sulle abitazioni di lusso: aliquota massima allo 0,4%, non più allo 0,6%, mentre resta la detrazione di 200 euro.

Per gli immobili dati in comodato d’uso ai parenti di primo grado (genitori e figli) è previsto il dimezzamento della base imponibile IMU-TASI, a condizione che il proprietario non possieda altri immobili ad uso residenziale in Italia. L’unica eccezione è rappresentata dal possesso dell’immobile di residenza (quindi la prima casa), oltre a quello dato in comodato al parente, purché le due abitazioni si trovino nello stesso Comune.

Acquisto prima casa in leasing

E’ una nuova forma di leasing finanziario che si applica all’acquisto della prima casa, previsto dai commi da 76 a 84 della manovra. In pratica, l’inquilino-futuro acquirente paga un affitto alla banca o all’intermediario finanziario, che di fatto acquista la casa e ne detiene il possesso per un periodo di tempo fissato nel contratto, al termine del quale vende all’inquilino se ne fa richiesta (a un prezzo prefissato). Se l’inquilino-acquirente recede prima della scadenza, l’immobile resta alla banca. Ci sono particolari sconti per le giovani coppie con meno di 35 anni e reddito fino a 55mila euro: detrazione del 19% sul prezzo di affitto fino a un tetto di 8mila euro l’anno, sul prezzo di acquisto fino a 20mila euro.

Bonus Mobili giovani coppie

Le giovani coppie con almeno uno dei partner sotto i 35 anni che acquistano la prima casa hanno diritto ad un bonus mobili per gli arredi e gli elettrodomestici, che consiste in una detrazione del 50% fino a un tetto di spesa di 16mila euro. L’agevolazione è ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Non c’è bisogno che la coppia sia sposata.

Nuovo acquisto prima casa

I benefici fiscali relativi a imposta di registro e IVA previsti per l’acquisto della prima casa vengono estesi a chi cambia l’abitazione principale acquistando un nuovo immobile che adibisce a prima casa, a condizione che venda quello vecchio entro un anno. L’agevolazione è fruibile anche da chi vi ha fatto ricorso in passato per l’acquisto della precedente abitazione. La norma è contenuta nel comma 55 della manovra. L’entità dello sconto dipende dal venditore: se privato, imposta di registro al 2% e imposta ipotecaria e catastale fissa di 50 euro; se impresa, IVA al 4% e imposte catastale e di registro a 200 euro. L’agevolazione non si applica agli immobili di categoria catastale A1, A8, e A9.

Bonus edilizia

Prorogate al 31 dicembre 2016 le agevolazioni fiscali per chi ristruttura un’abitazione o effettua lavori di riqualificazione energetica. Nel primo caso, la detrazione resta al 50% fino a un tetto di spesa di 96mila euro, nel secondo caso al 65% con tetti che variano a seconda dei lavori effettuati. Si applica anche il bonus mobili al 50%, per un tetto di spesa di 10mila euro sull’acquisto di arredi ed elettrodomestici destinati all’immobile oggetto di ristrutturazione edilizia.

Leasing finanziario e super ammortamento: guida ai vantaggi fiscali

Leasing finanziario e super ammortamento: analisi comparata delle opportunità e agevolazioni fiscali offerte alle imprese per l’acquisto di beni strumentali dalla Legge di Stabilità 2016.

Focus sulle opportunità offerte alle aziende italiane dalle novità fiscali su leasing finanziario e super ammortamento, introdotte dalla Legge di Stabilità 2016 (Legge n. 208/2015): il vademecum è stato presentato al Media Dialogue organizzato da GE Capital Italia, sintetizzando tutte le agevolazioni per l’acquisto di beni strumentali.

Beni di proprietà

Per i beni di proprietà, a disposizione dell’azienda in forza al contratto di acquisto, ai fini IRES ed IRPEF l’ammortamento è deducibile per un importo non superiore a quello determinato con i Coefficienti stabiliti dal DM 31/12/1988 per tipologia di bene e settore di utilizzo (categorie omogenee). Ai fini IRAP le quote di ammortamento sono deducibili nella stessa misura in cui sono imputate a conto economico.

Leasing finanziario

Partiamo con le differenze tra la locazione/noleggio e leasing finanziario: nel caso di acquisizione dei beni materiali con la locazione finanziaria le imprese hanno la facoltà di riscattare i beni alla fine del contratto, diversamente con la locazione operativa i beni rimangono a disposizione solo il tempo necessario. Ai fini IRES ed IRPEF le imprese ed i professionisti possono dedurre i canoni di leasing per un importo non superiore alla cosiddetta. durata fiscale pari a:

  • 1/2 periodo di ammortamento per i beni mobili diversi dal targato e per gli automezzi strumentali e gli automezzi assegnati;
  • 12 anni per i beni immobili;
  • periodo di ammortamento (normalmente 25% – 4 anni/48 mesi) per gli automezzi a deducibilità limitata (non strumentali) ad uso promiscuo dipendenti.

Ai fini IRAP i canoni sono deducibili nella stessa misura in cui sono imputati a conto economico al netto degli oneri finanziari calcolati in modo forfettario. I benefici del leasing finanziario, rispetto all’acquisto, risiedono:

  • nella più rapida deducibilità fiscale del costo;
  • nel beneficio discale del Super Ammortamento.

Super ammortamento

Il super ammortamento è stato introdotto dalla Legge n. 208/2015 al fine di incentivare gli investimenti mediante una maggiorazione del 40% della deduzione fiscale degli ammortamenti ovvero dei canoni di leasing finanziario ai fini IRES o IRPEF, con esclusione dell’IRAP. Gli investimenti agevolabili sono:

  • beni materiali nuovi, compresi gli autoveicoli, i veicoli commerciali ed industriali (inclusi quelli a deducibilità limitata 20%, 70% ed 80%) acquistati direttamente dal produttore o dal rivenditore, nonché i beni esposti in show room ai soli fini dimostrativi;
  • effettuati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016.

Non rientrano invece nel super ammortamento i seguenti investimenti:

  • beni in noleggio ed in locazione operativa (il beneficio spetta alla società di noleggio);
  • beni usati;
  • beni da cessione contratti locazione finanziaria;
  • beni immateriali (es. licenze, SW e brevetti);
  • fabbricati e costruzioni;
  • beni con coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5% e alcune particolari categorie di beni Silos, serbatoi condutture, condotte, materiale rotabile e aerei equipaggiati.

 

 

 

Legge di Stabilità 2016, cosa cambia per le imprese

Lavoro, investimenti, nuove forme societarie, tasse, novità per il commercio con tetto contanti e obbligo di POS: le novità per le imprese contenute nella Legge di Stabilità 2016.

Incentivi agli investimenti e sconti fiscali per le imprese, dall’eliminazione IMU su terreni agricoli e su imbullonati a quella IRAP per le aziende agricole, dalla decontribuzione sulle assunzioni a tempo indeterminato (prorogate in misura ridotta al 40%) all’innalzamento del tetto sull’uso del contante (ma spunta anche un obbligo di POS per spese sopra i 5 euro): sono molte le novità per le imprese contenute nella Legge di Stabilità entrata in vigore il primo gennaio 2016. Ecco una panoramica dettagliata, relativa alle principali norme su incentivi investimenti, tasse, lavoro, commercio.

Investimenti

La misura fondamentale è rappresentata dal superammortamento al 140% sull’acquisto di nuovi macchinari: la deduzione è applicabile agli acquisti in beni strumentali effettuati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016. La misura è contenuta nel comma 91dell’articolo unico della manovra, e riguarda imprese ed esercenti arti e professioni. Quindi, ai fini delle imposte sui redditi, per la determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing finanziario, il costo di acquisizione è maggiorato del 40%. L’agevolazione si può applicare anche alle spese per i mezzi di trasporto eventualmente utilizzati nell’esercizio dell’impresa o della professione. Casi in cui non si può applicare il superammortamento:

  • investimenti in beni strumentali con coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5% (in base al decreto del Ministro delle finanze 31 dicembre 1988), investimenti in fabbricati e costruzioni;
  • investimenti in produzione e distribuzione di gas naturale, ferrovie, trasporti aerei o marittimi, e in altri beni di cui all’allegato 3 della Legge di Stabilità.

Attenzione: il superammortamento al 140% non produce effetti sulla determinazione dell’acconto dovuto per il periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2015, effettuata considerando quale imposta del periodo precedente quella che si sarebbe determinata in assenza delle agevolazioni fiscali previste dalla manovra.

C’è un’agevolazione ulteriore prevista dal comma 98 della manovra per le imprese del Mezzogiorno, ovvero Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, e le zone assistite di Molise, Sardegna e Abruzzo. Si tratta di un credito d’imposta, modulato in base alla dimensione d’impresa, previsto dal comma 98 per tre anni, dal primo gennaio 2016 al 31 dicembre 2019. La misura massima è pari al 20% per le piccole imprese, al 15% per le medie imprese e al 10% per le grandi imprese, fino a un limite di 1,5 milioni di euro per le piccole imprese, 5 milioni di euro per le medie imprese e 15 milioni di euro per le grandi imprese. Investimenti agevolabili: l’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio. Settori esclusi: industria siderurgica, carbonifera, costruzione navale, fibre sintetiche, trasporti, energia, banche, finanza, assicurazioni. Al credito d’imposta si accede inviando apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate, con modalità e termini da stabilire con decreto ministeriale attuativo.

Altre misure: risorse per 50 milioni di euro per il 2016, per il Piano straordinario per la promozione del Made in Italy (comma 196), 10 milioni di euro per il triennio 2016-2018, per l’accesso e la continuità del credito alle aziende oggetto di misure patrimoniali nell’ambito di procedimenti penali o di prevenzione. La manovra introduce anche la disciplina generale delle “società benefit“, che sono a scopo di lucro (e dividono gli utili), ma perseguono una o più finalità di beneficio comune, indicate specificatamente nell’oggetto sociale, e operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed altri portatori di interesse.

Tasse

Abolite l’IMU per i terreni agricoli e per gli imbullonati delle imprese. Il comma 13 della manovra elimina l’IMU per tutti i terreni agricoli posseduti da imprenditori professionali e coltivatori diretti, indipendentemente dalla loro ubicazione. La norma relativa ai macchinari fissi al suolo delle imprese (comma 21) prevede che la rendita catastale degli immobili d’impresa del gruppo D venga calcolata escludendo «macchinari, congegni, attrezzature ed altri impianti, funzionali allo specifico processo produttivo», sui quali di conseguenza non si pagherà l’IMU. Aliquota ridotta all’1% per gli immobili invenduti delle imprese edili. Per le imprese agricole, c’è anche l’abolizione dell’IRAP.

Ci sono diverse novità relative al regime dei minimi. E’ terminato il periodo transitorio durante il quale era ancora possibile aderire al vecchio sistema con aliquota al 5%, dal primo gennaio chi apre partita IVA deve necessariamente iscriversi al nuovo regime forfettario con aliquota più alta, al 15%, ma un diverso modo di calcolare l’imponibile, con un sistema di coefficienti che cambiano per le diverse attività economiche. Per i liberi professionisti, il tetto di reddito per poter entrare e restare nel regime dei minimi è stato portato a 30mila euro. Rientrano nel Regime dei Minimi anche i lavoratori dipendenti (per esempio, nel caso in cui aprano un’attività), purché il reddito dell’anno precedente sia al massimo pari a 30mila euro.

Cambia il Regime dei minimi per le start-up: si applica nei primi quattro anni, con aliquota al 5%, mentre la precedente norma prevedeva un’agevolazione per i primi due anni di attività, abbattendo l’imponibile di un terzo.

Aliquote fiscali agevolate e nuove regole, in chiave di semplificazione e anti-evasione, per la cessione ai soci di beni, anche immobili, diversi da quelli strumentali (commi 115-118): istituita un’imposta sostitutiva di imposta sui redditi e IRAP nella misura dell’8%, che sale al 10,5% per le società di comodo, considerate non operative in almeno due dei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al momento della assegnazione, cessione o trasformazione. Imposta sostitutiva all’8% anche per l’imprenditore individuale che entro il 31 maggio 2016, sceglie l’esclusione dei beni dal patrimonio dell’impresa.

L’IRES scenderà al 24%, dall’attuale 27,5%, dal 2017 (non c’è l’anticipazione al 2016 di parte del taglio, le risorse originariamente destinate a questa misura sono state utilizzate per il cosiddetto pacchetto sicurezza-cultura, in seguito agli attacchi del 13 novembre a Parigi).

Lavoro

Prorogato per il 2016 lo sconto contributivo sulle assunzioni a tempo indeterminato delle imprese, ma al 40%, quindi in misura ridotta rispetto allo scorso anno. Riguarda i contratti a partire dallo scorso primo gennaio, per un periodo massimo di 24 mesi (due anni).

Torna l’imposta sostitutiva sui premi di produttività, al 10%. Prorogata al 2017 la detassazione IRPEF del reddito da lavoro del 70 o dell’80% per i lavoratori che rientrano dall’estero.

Commercio

Sale a 3mila euro la soglia per l’utilizzo del contante, che resta però a mille euro per i trasferimenti tramite money-transfer e per i pagamenti della pubblica amministrazione (quindi, fra le altre cose, per il pagamento delle pensioni).

L’altra novità di rilievo per il commercio riguarda l’obbligo di POS: negozi e professionisti sono obbligati ad accettare pagamenti con bancomat e carte di credito anche per micro importi, superiori ai 5 euro. Sparisce dunque la precedente soglia dei 30. La norma prevede un’eccezione per i casi di oggettiva impossibilità tecnica. Sarà un decreto ministeriale attuativo, atteso entro febbraio 2016, a stabilire con precisione i criteri attuativi e le regole di armonizzazione con la direttiva europea sul tetto massimo alle commissioni interbancarie pari allo 0,3% del valore dell’operazione per le carte di credito e allo 0,2% per i pagamenti via bancomat.

Guida cartelle esattoriali: pagamento, prescrizione e ricorso

Guida alla cartella esattoriale: oggi parliamo di pagamento, sospensione, rateizzazione, prescrizione e ricorso.

Pagamento della cartella

Come si paga una cartella esattoriale? La cartella contiene uno o più bollettini di versamento precompilati, denominati RAV, utilizzabili esclusivamente se il pagamento avviene entro 60 giorni dalla notifica della cartella. I bollettini possono essere utilizzati presso gli sportelli dell’Agente di riscossione senza alcuna commissione aggiuntiva, oppure presso qualsiasi sportello bancario, ufficio postale e tabaccai abilitati, normalmente dietro il pagamento di una commissione. I versamenti con i bollettini RAV possono essere effettuati anche tramite i siti web e i call-center di Equitalia o attraverso il servizio home-banking fornito dalla propria banca o da Poste italiane.

Sospensione della riscossione

La richiesta di pagamento può essere sospesa in via amministrativa, giudiziale e nelle particolari condizioni elencate nella direttiva di Equitalia del 6 maggio 2010, anche dagli Agenti di riscossione. In forza di tale direttiva si può direttamente chiedere a Equitalia la sospensione del pagamento quando il contribuente ha già pagato le somme indicate in cartella prima della formazione del ruolo, oppure se la Commissione Tributaria ha accolto  il ricorso si è ottenuto lo sgravio o la sospensione amministrativa o giudiziale, indipendentemente dal fatto che l’Agente di riscossione abbia o meno ricevuto la comunicazione dell’Ente o la notifica giudiziaria. In questi casi è sufficiente consegnare il modello di autodichiarazione compilato, fornito dallo stesso Agente di riscossione. La sospensione, inoltre, è disposta dall’Ente creditore d’ufficio o su richiesta del contribuente,in attesa della pronuncia dell’Ente sulla domanda di sgravio o che la Commissione Tributaria emetta la sentenza sul ricorso. La sospensione può avvenire anche giudizialmente, ovvero su ordine del Giudice (tributario o amministrativa), su richiesta del contribuente. In questo caso è necessario che il debitore sia in grado di dimostrare l’apparente (o presunta) illegittimità dell’addebito e il pericolo di danno grave e irreparabile che avrebbe dal pagamento alla cartella.

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