FISCO, LAVORO, PREVIDENZA; NOVITA’ 2016, LEGGE DI STABILITA’; ULTERIORI APPROFONDIMENTI, OPZIONE DONNA, SPESE SANITARIE NEL 730

Fisco, lavoro, previdenza: guida alle novità 2016

Tutte le novità su lavoro, fisco e previdenza nella Legge di Stabilità 2016: riferimenti normativi e note esplicative nella circolare dei Consulenti del Lavoro.

Fisco, lavoro, previdenza: le novità della Legge di Stabilità sono analizzate dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro nella circolare 1/2016. Un utile vademecum che riassume tutte le novità con note esplicative per ogni singola norma. Il documento affronta i capitoli più noti della Stabilità 2016 (IMU, TASI, superammortamento, assunzioni agevolate, pensioni..) coprendo anche quelli che non sono finiti sotto i riflettori mediatici.

Legge di Stabilità 2016, le misure

Qualche esempio, prendendo spunto dalle novità meno discusse:

IMUS: cancellata l’introduzione dell’imposta municipale secondaria che doveva sostituire la TOSAP (tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche), il relativo canone COSAP (pubblicità e diritti sulle pubbliche affissioni) e quello per l’autorizzazione all’installazione dei mezzi pubblicitari  (comma 25).

Tributi e addizionali: sospensione degli aumenti spettanti a Comuni e Regioni, con esclusione della TARI. Per il 2016 restano congelati gli effetti di leggi regionali o comunali che ne prevedono incrementi locali rispetto al 2015 (comma 26).

TASI: per gli immobili non esenti i Comuni possono mantenere la maggiorazione applicata nel 2015 (0,8 per mille, da distribuire fra prime case e altri immobili), con esplicita deliberazione (comma 28). Si tratta di una norma che, di fatto, impedisce ai Comuni che non avevano applicato per intero la maggiorazione di introdurla nel 2016, magari per compensare il mancato gettito dato dall’abolizione TASI sulla prima casa stabilità dalla manovra.

IRAP: incrementata la deduzione per i professionisti anche in forma associata, imprese individuali, società di persone ed equiparate; esenzione per i medici che svolgono la professione all’interno delle strutture ospedaliere (commi 123-125).

Accertamenti fiscali: un anno in più per accertare dichiarazioni irregolarmente presentate, con il termine di decadenza che passa da quattro a cinque anni; in caso di omessa dichiarazione, il termine sale da cinque a sette anni. Abrogato il raddoppio dei termini in caso di denuncia penale relativa a reati fiscali (commi da 130 a 132).

Sanzioni tributarie: anticipata di un anno, al 2016, la riforma delle sanzioni amministrative tributarie approvata col decreto legislativo 158/2015  (comma 133). Riapertura dei termini per la rateazione per contribuenti precedentemente decaduti dal beneficio (commi da 134 a 138).

CU 2015 e modello 770: niente sanzioni per la trasmissione all’Agenzia delle Entrate delle Comunicazione Uniche relative all’anno 2014 e per la comunicazione di dati e certificazioni uniche utili per la predisposizione della dichiarazione precompilata, a meno che l’errore od omissione determini una differenza nell’imposta dovuta (comma 949).

 

Legge di Stabilità 2016 approvata, sintesi delle misure

Approvazione definitiva con voto di fiducia in Senato per la Legge di Stabilità 2016: TASI, fisco, pacchetto imprese, sicurezza e cultura, salva risparmiatori: sintesi delle misure.

La Legge di Stabilità 2016 è stata definitivamente approvata in Senato, con voto di fiducia, martedì 22 dicembre: 162 voti a favore, 135 contrari, nessun astenuto. La manovra vale 35,4 miliardi di euro e porta il rapporto deficit/PIL al 2,4%. Soddisfazione da parte del premier, Matteo Renzi, mentre il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, sottolinea che la Stabilità 2016

«rafforza e stimola la crescita e il lavoro e indirizza risorse importanti per i poveri, i meno abbienti e per i giovani».

Vediamo in sintesi le misure fondamentali.

Stabilità 2016, numeri e iter IMU-TASI

È uno dei capitoli di maggior rilevanza della Legge di Stabilità 2016 (vale 3,7 miliardi) e riguarda sia le abitazioni sia gli immobili d’impresa:

viene eliminata la TASI sulla prima casa, con l’unica eccezione delle abitazioni di lusso (categorie catastali A1, A8 e A9);

l’abolizione dell’imposta si applica anche nel caso di abitazione assegnata al coniuge legalmente separato;

fra le novità dell’ultima ora, inserite alla Camera, uno sconto del 50% per l’imposta sulla prima casa data in comodato d’uso a parenti di primo grado (figli e genitori), a condizione che si possieda solo un’altra casa di proprietà nello stesso Comune.

Per quanto riguarda le imprese eliminata l’IMU sui terreni agricoli e quella sugli imbullonati, ovvero i macchinari fissi al suolo delle aziende.

Infine, c’è un provvedimento che si potrebbe definire salva delibere, che rende applicabili al 2015 le variazioni sulle aliquote IMU e TASI approvate dai Comuni entro il 31 luglio (non più entro il 30 luglio). Non è chiaro quali saranno gli effetti di questo slittamento (il saldo sulle imposte prima casa 2015 è stato già pagato).

Legge di Stabilità 2016: tagli IMU-TASI senza riforma

Altre misure sugli immobili

Ci sono una serie di norme che riguardano i settori delle compravendite immobiliari e dell’edilizia. Prorogate al 2016 le detrazioni su ristrutturazioni edilizie e riqualificazione energetica nelle attuali misure (rispettivamente, 50% e 65%), e il bonus mobili, che si arricchisce di una nuova possibilità: una detrazione sempre al 50%, fino a una spesa massima di 16mila euro, per arredi ed elettrodomestici destinati alla prima casa appena acquistata da giovani coppie. Previsto poi un leasing agevolato per l’acquisto della prima casa, sempre da parte di giovani coppie (con almeno uno dei due componenti sotto i 35 anni).

Prima casa in leasing: nuove agevolazioni

Infine, c’è una misura che introduce la possibilità di applicare le agevolazioni fiscali sull’acquisto della prima casa, relative a imposta di registro o IVA, anche da parte di chi ne ha già usufruito per acquistare un’abitazione precedente e decide di cambiare casa, a condizione che il vecchio immobile venga venduto entro un anno dal rogito.

Stabilità 2016: acquisto prima casa bis

Misure per le imprese

Nel corso dell’iter parlamentare sono state confermate le misure introdotte dal ddl originario del Governo, con una serie di novità destinate in particolare alle imprese del Sud. In particolare, è stato previsto un credito d’imposta, diversificato a seconda delle dimensioni dell’impresa (20% per le piccole imprese, 15% per le medie imprese, 10% per le grandi imprese), per gli investimenti in macchinari delle aziende di Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, oppure nelle zone assistite delle regioni Molise, Sardegna e Abruzzo. Fra le altre misure per le imprese:

superammortamento al 140% per l’acquisto di macchinari: la deduzione è applicabile agli acquisti in beni strumentali effettuati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016;

sconto contributivo al 40% per due anni per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2016;

eliminazione IRAP agricola;

detassazione premi di produttività.

Pacchetto sicurezza

È una delle novità fondamentali introdotte nel passaggio alla Camera. Dopo gli attentati di Parigi dello scorso 13 novembre, è stato inserito in manovra un pacchetto da 2 miliardi di euro, il 50% da destinare alla sicurezza e il 50% alla cultura. Fra le misure destinate alla sicurezza, un bonus di 80 euro in busta paga a tutti gli esponenti delle forze dell’ordine, mentre sul fronte della cultura una card da 500 euro ai ragazzi che compiono 18 anni da spendere in attività culturali (musei, cinema, teatri). Per queste misure sono stati utilizzati i fondi che originariamente erano previsti per anticipare al 2016 parte del taglio IRES alle imprese (che quindi slitta al 2017).

Pensioni

Confermate le misure originarie, in parte potenziate:

l’Opzione Donna viene estesa anche alle lavoratrici nate nell’ultimo trimestre dell’anno (quindi i requisiti sono 35 anni di contributi e 57 o 58 anni di età);

no tax area pensionati a 8mila euro per chi ha più di 75 anni;

settima salvaguardia a tutela di 26mila 300 esodati;

nuova possibilità di part-time per la pensione per lavoratori a cui mancano meno di tre anni all’età pensionabile, l’azienda paga i contributi pieni, ma li versa direttamente in busta paga invece che all’INPS e al dipendente viene comunque accreditata contribuzione figurativa per cui alla fine percepità la pensione senza decurtazioni.

Salva risparmiatori

Provvedimento di tutela per i piccoli risparmiatori penalizzati dopo il salvataggio delle quattro banche (Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti, Cari Ferrara): previsto un fondo con dotazione intorno ai 100 milioni di euro per risarcire i circa 12mila 500 obbligazionisti che avevano acquistato titoli subordinati. Il fondo è finanziato dal sistema bancario, l’entità dei risarcimento sarà decisa, in base a criteri da fissare con apposito decreto ministeriale, da una commissione di arbitri nominati dalla presidenza del Consiglio. Il premier, Matteo Renzi, ha annunciato l’intenzione di affidare l’incarico a Raffaele Cantone, presidente dell’autorità anticorruzione.

Altre misure

  • Congelati gli aumenti IVA e accise per il 2016 previsti da precedenti clausole di salvaguardia per assicurare il pareggio di bilancio;
  • fondi UE ai professionisti: i liberi professionisti sono equiparati alle PMI nell’accesso ai fondi UE;
  • conciliazione lavoro-famiglia: due giorni di congedo obbligatorio per i papà, da utilizzare anche non consecutivamente. Il voucher per asilo o baby sitter esteso anche a lavoratrici autonome e imprenditrici;
  • tetto contanti portato a 3mila euro (dagli attuali mille euro): resta però a mille euro per i money transfer e per i pagamenti della Pubblica Amministrazione (quindi, ad esempio, per il pagamento delle pensioni);
  • pagamenti elettronici: eliminato il tetto dei 30 euro, commercianti e professionisti sono obbligati ad accettare sempre pagamenti con carte di credito e bancomat per operazioni sopra i 5 euro, a meno che non ci sia un’oggettiva impossibilità tecnica;
  • canone RAI: dal 2016 scende a 100 euro (dai precedenti 113,50) e si paga con la bolletta elettrica, in dieci rate. Nel primo anno di applicazione la prima rata sarà inserita nella bolletta di luglio, successivamente si inizierà da gennaio;
  • fisco: semplificazioni per la dichiarazione dei redditi 2016, con l’abolizione delle verifiche per i rimborsi superiori a 4mila euro relativi a carichi di famiglia o eccedenze di precedenti dichiarazioni. Nuovi obblighi per medici e strutture sanitarie nella trasmissione dati al Fisco per la predisposizione del 730/precompilato 2016, che conterrà le spese sanitarie, senza però applicare sanzioni nel 2016 (a meno che non si rilevi un’indebita fruizione di detrazioni);
  • spending-review: ci sono misure che in tutto valgono intorno ai 5 miliardi, che riguardano sanità, spese della pubblica amministrazione, tagli ai CAF (centri di assistenza fiscale).

Legge Stabilità: tagli IMU-TASI senza riforma

Niente riforma IMU-TASI nella Legge di Stabilità 2016: unificazione tributi rinviata, impianto inalterato ma con nuove esenzioni per le tasse sugli immobili.

La Legge di Stabilità 2016 contiene gli annunciati interventi su TASI (eliminata sulla prima casa) e IMU (abolita per terreni agricoli e imbullonati delle imprese) ma per le tasse sugli immobili le modifiche si fermano qui: manca infatti la più vasta riforma IMU-TASI da mesi sul tavolo assieme a quella del Catasto, uscita in extremis dalla delega fiscale.

Fra le motivazioni del rinvio del capitolo Catasto dalla Riforma Fiscale, il rischio di non riuscire a garantire l’invarianza di gettito che l’Esecutivo aveva assicurato: meglio aspettare la riforma IMU-TASI, per poter poi intervenire con il nuovo Catasto su basi certe, si era detto.

La Riforma delle imposte sugli immobili però non c’è: restano IMU, TASI e TARI nell’ambito della IUC, Imposta Unica Comunale istituita nel 2014.

Niente unificazione dei due tributi: si continueranno a pagare sia TASI (tassa sui servizi indivisibili) sia IMU (Imposta Municipale Unica) seppur con raggio d’azione limitato. In pratica, l’impianto IMU+TASI resta quello attuale. Le aliquote restano stabilite dalle delibere comunali, per le quali viene anticipato il termine di presentazione: 14 ottobre anziché 21 ottobre.

Novità TASI 2016

La Legge di Stabilità 2016 cambia il presupposto impositivo della TASI, eliminandolo per le prime case con esclusione delle abitazioni di lusso (categorie A1, A8 e A9) e per i terreni agricoli. L’esenzione è prevista sia per il proprietario sia per l’affittuario. Significa che il proprietario non paga la TASI per l’abitazione in cui vive, l’affittuario per la casa in cui vive in locazione.

Attenzione: continua a pagare la sua quota di TASI il proprietario di una seconda casa data in affitto a qualcuno che ne è esentato in quanto per lui è prima abitazione (non è dovuta la quota dal 10 al 30% che sarebbe spettata all’inquilino)m applicando le aliquote comunali 2015 o, in mancanza di queste, quella standard del 90%.

Segnaliamo anche l’aliquota ridotta allo 0,1% per i beni merce (destinati dall’impresa costruttrice alla vendita) non locati, con la possibilità per i Comuni di elevarla fino allo 0,25%.

Novità IMU 2016

Per quanto riguarda l’abolizione IMU imbullonati, viene ridefinito il modo di calcolare la rendita catastale degli immobili industriali del gruppo D (D1 e D7), escludendo «macchinari, congegni, attrezzature e altri impianti funzionali allo specifico processo produttivo». Il calcolo della valutazione catastale riguarderà quindi suolo, costruzioni e impianti che accrescono la qualità dell’immobile, indipendentemente dal processo produttivo svolto. In parole semplici, gli imbullonati (macchinari fissi al suolo) vengono esclusi dal calcolo della rendita catastale. In questo modo, non pagano più nemmeno l’IMU.

Attenzione: i proprietari di questi immobili, quindi le imprese, devono presentare specifica domanda di variazione della rendita catastale entro il 15 giugno 2016. La rideterminazione avrà poi effetto dal prima gennaio, quindi non sarà dovuta IMU imbullonati per tutto il 2015.

L’eliminazione TASI riguarda sia l’abitazione principale sia le relative pertinenze. C’è invece una disposizione specifica che riguarda la maggiorazione dello 0,8 per mille prevista dal comma 677 dell’articolo 1 della legge 147/2013: i Comuni che hanno già previsto, nel 2015, con delibera entro lo scorso 30 settembre, di applicare la maggiorazione, o parte di essa, alle abitazioni diverse dalla prima casa (per le quali è abolita l’imposta, quindi anche l’eventuale maggiorazione), possono mantenerla. Ma non possono applicare la maggirazione nel 2016. Si tratta, lo ricordiamo, dello 0,8 per mille che il Comune aveva la facoltà di distribuire fra TASI e IMU, ad esempio raggiungendo un tetto massimo TASI del 3,3 per mille, oppure una somma TASI + IMU dell’11,4 per mille.

 

Prima casa in leasing, nuove agevolazioni

Nella Legge di Stabilità acquisto prima casa con leasing immobiliare a condizioni agevolate per giovani sotto i 35 anni: l’emendamento approvato e il punto sul pacchetto casa.

Un leasing immobiliare agevolato per l’acquisto della prima casa: è la novità dell’ultima ora che approda nel pacchetto casa della Legge di Stabilità. L’emendamento è stato approvato dalla commissione Bilancio e prevede incentivi fiscali per i giovani under 35. Si tratta di un’alternativa al mutuo, che consente di acquistare casa senza contrarre un debito con la banca, nonché una misura di stimolo all’edilizia e al mercato immobiliare, settori duramente colpiti dalla crisi.

Leasing immobiliare

L’acquirente stipula un contratto di locazione finanziaria con un banca o un intermediario – che acquista o fa costruire l’immobile – pagando un canone per un periodo prefissato, al termine del quale può rilevare l’abitazione a un prezzo di acquisto precedentemente concordato. Se il titolare del contratto recede prima della scadenza, l’intermediario ha diritto alla restituzione del bene.

Ci sono poi una serie di clausole che tutelano l’inquilino-acquirente da eventi di particolare rilevanza economica (come la perdita del lavoro): in questo caso, è possibile sospendere il pagamento del canone, per un periodo massimo di 12 mesi opzione senza spese aggiuntive ed esercitabile una sola volta).

Per i giovani fino a 35 anni con reddito fino a 5mila euro ci sono condizioni particolarmente favorevoli: detrazione fiscale del 19% fino a un massimo di 8mila euro annui e sulla maxi rata finale fino a 20mila euro.

Immobiliare: altre misure

Per quanto riguarda i provvedimenti di natura fiscale, la manovra abolisce dal 2016 la TASI sulla prima casa (ad esclusione degli immobili di lusso), sull’immobile dato in comodato d’uso ai figli oppure abitato dall’ex coniuge separato. Agevolazioni fiscali anche sugli immobili affittati a canone concordato. Eliminate l’IMU agricola e l’IMU sugli imbullonati. E’ anche previsto che l’aliquota sugli immobili merce (invenduti dalle aziende costruttrici) non possa superare lo 0,25%. Prorogata al 30 settembre la validità delle aliquote IMU e TASI 2015 deliberate dai Comuni. Infine, le agevolazioni fiscali sull’acquisto della prima casa (sconti su imposta di registro, ipotecaria e catastale), si applicano anche a chi cambia casa, acquistando un nuovo immobile.

Altre novità in Legge di Stabilità 2016 relative alla casa, il bonus mobili fino a 16mila euro per giovani coppie: detrazione al 50% sull’acquisto di arredi o elettrodomestici destinati alla prima casa appena acquistata. Almeno uno dei due componenti della coppia deve avere meno di 35 anni. Questa agevolazione si aggiunge all’altra detrazione, sempre al 50%, fino a un tetto di 10mila euro, per l’acquisto di mobili destinati però a immobili oggetto di ristrutturazione edilizia agevolata. C’è anche la proroga delle detrazioni sulle ristrutturazioni edilizie e sulla riqualificazione energetica nelle attuali misure, quindi al 50 e 65%, per tutto il 2016.

 

Legge di Stabilità, come funziona il bonus assunzioni 2016

Bonus assunzioni 2016 in Legge Stabilità con sgravio del 40% sui contributi INPS per i nuovi contratti a tempo indeterminato: tetto massimo, norme ad hoc per il settore agricolo, lavoratori esclusi.

Lo sconto contributivo per le imprese che assumono a tempo indeterminato nel 2016 è pari al 40%, fino a massimo di esonero pari a 3.250 euro: sono i dettagli del bonus assunzioni in Legge Stabilità, che funziona con il medesimo meccanismo applicato nel 2015 dai datori di lavoro privati e che anche questa volta esclude contratti di apprendistato e lavoro domestico, prevedendo tetti e regole particolari per il settore agricolo.

Decontribuzione 2016

Lo sconto sul versamento dei contributi è riconosciuto sulle assunzioni effettuate dal primo gennaio al 31 dicembre 2016, per un periodo massimo di 24 mesi (2 anni). Sono esclusi contributi e premi INAIL. Per i contratti stipulati fino al 31 dicembre 2015 valgono le regole della manovra dell’anno scorso: esonero contributivo al 100% fino a un tetto di 8060 euro, per tre anni. E’ sempre l’INPS a erogare l’incentivo. L’istituto monitora costantemente l’andamento dell’agevolazione e comunica al ministero del Lavoro le minori entrate contributive.

Esclusioni: l’agevolazione non si applica alle assunzioni di lavoratori che nei 6 mesi precedenti sono stati occupati a tempo indeterminato (presso qualsiasi datore di lavoro) e non spetta comunque se nel 2015 è già stata applicata l’esenzione contributiva prevista dalla legge 190/2014. Niente bonus neanche se il dipendente nei 3 mesi precedenti la data di entrata in vigore della Legge Stabilità (ultimo trimestre 2015) ha avuto un contratto a tempo indeterminato con una società controllata o collegata o facente capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto.

Settore agricolo

In questo ambito vengono introdotti soglie massime di incentivo a seconda dell’attività del dipendente: per l’assunzione di impiegati e dirigenti ci sono risorse pari a 1,1 milioni di euro per l’anno 2016 e pari a 2,8 milioni per l’anno 2017, con un più ridotto plafond di 1,8 milioni di euro per l’anno 2018 ed un ancor più esiguo 0,1 milioni di euro per l’anno 2019. Per tutti gli altri dipendenti: tetti di 1,6 milioni di euro per il 2016, di 8,8 milioni di euro per il 2017, di 7,2 milioni per il 2018 e di 0,8 milioni per il 2019. Esclusi contratti di apprendistato, i lavoratori che sono stati occupati a tempo indeterminato nel 2015 oppure occupati a tempo determinato con almeno 250 giornate di lavoro nel 2015. Nel caso del lavoro agricolo, l’approvazione delle domande avviene in base all’ordine cronologico di presentazione.

 

Opzione Donna: dal 2016 in base ai fondi

Rimane aperta la possibilità di una proroga al regime speciale Opzione Donna: lo prevede un emendamento alla Legge di Stabilità 2016.

Un emendamento alla Legge di Stabilità 2016 che apre alla possibilità di accedere al regime sperimentale Opzione Donna anche dopo il 31 dicembre 2015, ma solo se avanzeranno fondi dalle risorse stanziate dal Governo. Si tratta della possibilità per lavoratrici con 57/58 anni di età (dipendenti/autonome) e 35 di contributi, di chiedere la pensione anticipata in cambio di un ricalcolo dell’assegno con il sistema contributivo, quindi meno conveniente.

Proroga

Il testo approvato dalla Commissione Bilancio della Camera prevede un possibile proseguimento alla sperimentazione oltre il 2015, ma solo nel caso in cui le risorse risparmiate dai fondi stanziati dal Governo (2, 5 miliardi di euro) lo consentano. In particolare l’emendamento prevede che qualora dall’attività di monitoraggio INPS sull’attuazione della sperimentazione dovesse risultare un onere previdenziale inferiore rispetto alle previsioni di spesa, con successivo provvedimento legislativo verrà disposto l’utilizzo delle risorse non utilizzate per la prosecuzione della sperimentazione o per interventi con finalità analoghe.

Dunque, a conti fatti, bisognerà attendere fino al prossimo 30 settembre per conoscere se il regime speciale Opzione Donna verrà prorogato o meno.

Requisiti

Nel caso in cui la proroga all’Opzione Donna diventasse operativa, a poter accedere a tale regime speciale sarebbero tutte le lavoratrici in possesso di 57 anni e 3 mesi di età, ovvero 58 anni e 3 mesi le autonome, (si tratta delle donne nate nell’ultimo trimestre del 1958, o 1957 in caso di lavoratrici autonome) e 35 anni di contributi al 31 dicembre 2015, indipendentemente dalla data di decorrenza della pensione.

 

Spese sanitarie nel 730, invio entro gennaio

Chiarimenti sulle scadenze per l’invio dei dati relativi alle spese sanitarie al Fisco ai fini della predisposizione del 730 precompilato per il 2016.

Con un comunicato stampa l’Agenzia delle Entrate ha fornito precisazioni in merito alle tempistiche per l’invio dei dati relativi alle spese sanitarie effettuate nel 2015 finalizzato alla corretta predisposizione del 730 precompilato. Viene dunque chiarito che il termine per l’invio dei dati relativi ai rimborsi delle spese sanitarie deve essere effettuato entro il 31 gennaio 2016, come previsto dal Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 31 luglio 2015.

Si tratta del Decreto con il quale il MEF ha fissato le regole per la comunicazione telematica al STS – Sistema Tessera Sanitaria, il nuovo adempimento che prevede l’invio da parte di medici, odontoiatri, farmacie, laboratori d’analisi e altre strutture sanitarie di fatture, scontrini emessi e dati relativi alle prestazioni erogate nel 2015, al fine di rendere più completo il modello 730 precompilato.

Scadenze

Più in particolare:

  • entro il 31 gennaio 2016, le strutture sanitarie e i medici trasmettono al Sistema Tessera Sanitaria i dati relativi alle spese sanitarie e ai rimborsi effettuati nel 2015 per prestazioni non erogate o parzialmente erogate (allegato A al Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 31 luglio 2015);
  • entro il 28 febbraio (per il 2016 entro il 29 febbraio visto che il 28 è domenica), gli enti e le casse aventi esclusivamente fine assistenziale e i fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale inviano all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle spese sanitarie rimborsate nell’anno 2015 per effetto dei contributi versati dai contribuenti iscritti a tali enti e casse (bozza delle specifiche tecniche pubblicata sul sito dell’Agenzia il 23 dicembre 2015).

Cosa comunicare

Per ciascuna spesa o rimborso vanno comunicati:

  • codice fiscale del contribuente o del familiare a carico cui si riferisce la spesa o il rimborso;
  • codice fiscale o partita IVA e cognome e nome o denominazione del soggetto che ha emesso il documento fiscale (scontrino o fattura);
  • data del documento fiscale che attesta la spesa;
  • tipologia della spesa;
  • importo della spesa o del rimborso;
  • data del rimborso.

Sanzioni

In caso di mancato adempimento, è prevista l’applicazione di una sanzione di 100 euro per ogni comunicazione omessa, fino ad un massimo di 50.000 euro.

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