ISEE precompilato nel Decreto Fiscale

ISEE più semplice: l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate sarà precompilato da INPS e Agenzia delle Entrate.

Dopo la dichiarazione dei redditi precompilata è in arrivo anche il modello ISEE precompilato: l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente necessario per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate, secondo indiscrezioni si stampa sarà predisposto da INPS e Agenzia delle Entrate. Si tratterebbe di una delle novità di maggiore rilievo preannunciate per il Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio (Stabilità 2017) in ottica di semplificazione burocratica, di cui ancora non si hanno tuttavia notizie certe nè un testo ufficiale da analizzare.

La novità, ancora da ufficializzare, dovrebbe prendere il via già dal prossimo anno (se ne parlava fin dal 2015) con un modello DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) parzialmente compilato da INPS e Agenzia Entrate, coordinate con i Ministeri del Lavoro e dell’Economia.

La novità, che era già nell’aria da qualche tempo, vedrà coinvolte 4,165 milioni di famiglie e 13 milioni di persone, che attualmente hanno un ISEE attivo, secondo gli ultimi dati del monitoraggio del Ministero del Lavoro, pari al 21% della popolazione.

Con l’entrata in vigore la riforma dell’ISEE, in realtà, si è ristretta la platea di beneficiari di prestazioni sociali agevolate, anche grazie al rilevamento automatico dei dati presso l’Anagrafe Tributaria da inserire nelle DSUe al rafforzamento dei controlli sui patrimoni mobiliari, che hanno avuto come effetto dichiarazioni più aderenti alla realtà, perché non più “autodichiarate”, secondo i dati del Ministero.

Con questa nuova operazione il Governo punta a ridurre ulteriormente il fenomeno delledichiarazioni non veritiere, con omissioni o difformità, finalizzate all’ottenimento di sconti fiscali o prestazioni sociali agevolate.

Nuovo ISEE, crollano i beneficiari

I dati del Ministero del Lavoro sull’ISEE 2015 dimostrano che la riforma dell’indicatore ha ristretto la platea di beneficiari di prestazioni sociali agevolate.

Con la riforma dell’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è stata ridotta drasticamente la platea dei beneficiari di servizi socio-sanitari, assistenziali e prestazioni di welfare. A confermare quelle che erano le previsioni, alla luce delle novità introdotte nel calcolo dell’indicatore dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 159 del 5 dicembre 2013, è il rapporto annuale 2015, primo anno di applicazione del nuovo ISEE, diffuso dal Ministero del Lavoro.

In particolare:

  • le DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) con patrimonio mobiliare nullo sono passate dal 66,8% (anno 2014) al 14,1% (anno 2015) per effetto del rilevamento automatico dei dati presso l’anagrafe tributaria;

ISEE

  • in parallelo il valore medio dell’ISEE è più che raddoppiato passando da 6.700 a 14.700 euro;

ISEE 2016

  • le famiglie che hanno fatto richiesta dell’ISEE, ovvero che hanno presentato una DSU a fini ISEE nel 2015, sono state 4 milioni e 165 mila, per un totale di oltre 13 milioni di persone interessate pari al 21% della popolazione residente, a fronte di poco più di una persona su quattro nel 2014 (il 27,6%), con un calo quindi di circa sei punti;

ISEE 2016-10-05 at 16.40.03ISEE 2016-10-05 at 16.40.20

  • la distribuzione regionale si dimostra più omogenea del passato e non vi sembrano più essere anomalie quali quelle di regioni in cui, in presenza di un’offerta di servizi molto bassa, oltre il 60% della popolazione era coperto da ISEE;

ISEE 2016-10-05 at 16.41.53ISEE 2016-10-05 at 16.42.04ISEE 2016-10-05 at 16.42.11ISEE 2016-10-05 at 16.41.38ISEE 2016-10-05 at 16.40.35

  • la modifica dei termini di validità dell’ISEE, spostata all’anno civile invece che all’anno solare, ha ridotto le presentazioni ripetute di DSU da parte dello stesso nucleo familiare durante lo stesso anno, passate dal 18% al 5,5%.

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