Ottava salvaguardia esodati, gli esclusi della 104 – Stabilità 2017, ottava salvaguardia esodati

Niente salvaguardia per i lavoratori esodati che hanno utilizzato la legge 104 sui congedi per assistere parenti con disabilità: gli esclusi e l’opzione APE sociale.

L’ottava salvaguardia esodati lascia fuori i lavoratori che nel 2011 hanno utilizzato i permessi mensili per assistere parenti disabili: come la precedente tutela, è limitata la platea dei lavoratori che si sono astenuti dal lavoro per assistere parenti di primo grado con handicap grave. Il provvedimento di tutela, l’ultimo in base agli annunci del governo, è contenuto nell’articolo 33 della manovra e riguarda in tutto 27.700 lavoratori rimasti senza stipendio e senza pensione dopo l’irrigidimento dei paletti della Riforma Pensioni Fornero 2011.

Nell’ambito dell’ottava salvaguardia, è previsto l’accesso alla pensione di 700 lavoratori in congedo per assistere figli con disabilità grave nel corso del 2011 ai sensi dell‘articolo 42, comma 5, del testo unico di cui al decreto legislativo 151/2001, che perfezionano i requisiti utili al trattamento pensionistico entro la fine del 2018 (l’84esimo mese dall’entrata in vigore del dl 201/2011). Si tratta di coloro che hanno chiesto il congedo straordinario biennale, fruibile in modo continuativo o frazionato, mentre restano esclusi coloro che, invece, hanno utilizzato i permessi previsti dall’articolo 33, comma 3, della legge 104/1992.

Per i lavoratori che assistono parenti con disabilità, però, la Riforma Pensioni prevede nuovi strumenti di pensione anticipata attivabili, ovvero l’anticipo pensionistico APE. Ci sono due diverse situazioni possibili: nel caso di lavoratori che assistono da almeno sei mesi, al momento della richiesta, il coniuge o un parente di primo grado convivente, (ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992), è possibile accedere all’APE sociale con 30 anni di contributi e 63 anni di età. Si tratta della forma di APE completamente a carico dello stato, che quindi non prevede restituzione dell’anticipo pensionistico.

Se il lavoratore che assiste il parente con disabilità grave è anche compreso nella platea dei precoci, ovvero ha almeno un anno di contributi versati prima dei 19 anni, allora può ritirarsi con 41 anni di contributi. Anche in questo caso, non c’è restituzione del prestito come nel caso dell’APE ordinaria.

L’APE sociale è rapportato alla pensione a cui avrebbe diritto il lavoratore nel momento in cui si ritira, fino a un massimo di 1500 euro al mese lordi (circa 1300 netti), su 12 mensilità. Non è possibile cumulare questo trattamento con altri redditi da lavoro sopra gli 8mila euro. All’APE agevolato possono accedere dipendenti, pubblici e privati, e autonomi. L’agevolazione è concessa fino a esaurimento risorse.

In pensione con regole pre riforma Fornero 27.700 lavoratori, con decorrenza fra il 2018 e il 2019: ottava salvaguardia esodati in Legge di Stabilità 2017.

L’ottava salvaguardia esodati tutela 27.700 lavoratori, allungando i termini di decorrenza pensione previsti dai precedenti provvedimenti: le regole sono contenute nell’articolo 34 della Legge di Stabilità 2017, almeno secondo le bozze in attesa del testo ufficiale, ormai atteso da settimane dopo l’approvazione in consiglio dei ministri del 15 ottobre.

Cosa prevede l’ottava salvaguardia esodati? In pratica, il termine di decorrenza della pensione portato al 2018 o, in alcuni casi, al 2019 (dalla precedente scadenza del gennaio 2017). Ecco quali sono gli esodati coinvolti:

  • 8mila collocati in mobilità o trattamento speciale edile a seguito di accordi governativi o non governativi stipulati entro il 31 dicembre 2011, oppure, in mancanza di accordi, da aziende cessate o interessate dall’attivazione di procedure concorsuali (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria o amministrazione straordinaria speciale). I due cambiamenti rispetto ai paletti previsti dalla settima salvaguardia: la cessazione dall’attività lavorativa deve essere avvenuta entro il 31 dicembre 2012 (prima, era fine 2011) e il diritto alla pensione va perfezionato entro 36 mesi dalla fine della mobilità (contro i precedenti 12).

  • 9.200 prosecutori volontari autorizzati entro il 4 dicembre 2011, con almeno un contributo volontario al 6 dicembre 2011, che maturano la pensione entro il 6 gennaio 2019 (prima il termine era il 2017).

  • 1.200 prosecutori volontari, sempre autorizzati entro il 4 dicembre 2011, che non hanno contributi accreditati entro il 6 dicembre 2011, ma che ne abbiano almeno uno, derivante da effettiva attività lavorativa, compreso fra il 1° gennaio 2007 e il 30 novembre 2013, con maturazione della pensione entro il 6 gennaio 2018 (anche qui, contro il precedete 2017).

  • 7.800 cessati dal servizio che perfezionano i requisiti utili alla decorrenza del trattamento pensionistico entro il 6 gennaio 2018.

  • 700 in congedo per assistere figli con disabilità grave che perfezionano il requisito per la pensione entro il 6 gennaio 2019.

  • 800 a tempo determinato cessati fra il 2007 e il 2011, non rioccupati a tempo indeterminato, che maturano la pensione entro il 6 gennaio 2018.

Le domande vanno presentate entro il 1° marzo 2017 (60 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Stabilità), in base alle procedure previste per le diverse categorie di lavoratori dalle precedenti salvaguardie. L’ottava salvaguardia è finanziata con le risorse non utilizzate dai precedenti provvedimenti di tutela.

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