Pensioni, un buco da 12,8 miliardi. Pagano i dipendenti privati e i giovani precari.

Il sistema pensionistico italiano fa acqua da tutte le parti. Una recente analisi internazionale pone la macchina previdenziale italiana all’ultimo posto quanto a livello di sostenibilità e nonostante i recenti aggiustamenti la spesa pensionistica continua a essere la più alta tra i paesi OCSE, qualcuno vorrebbe spiegarci come funziona il sistema previdenza nei paesi OCSE e, soprattutto cosa succede a chi non paga i contributi obbligatori?. La spesa, rappresenta circa il 30% di tutte le spese del bilancio dello Stato sottraendo trasferimenti ad altre politiche sociali, come ad esempio quelle rivolte ai giovani, ridotte al lumicino (un settimo della spesa per le pensioni).

Uno dei problemi strutturali del sistema in Italia è il rapporto pressoché 1 a 1 tra i contribuenti e i beneficiari di trattamento pensionistico: 21,8 milioni di quote mensilmente versate agli enti previdenziali e 21 milioni di pensioni da pagare. Uno scarto ridotto all’osso per garantire la sostenibilità finanziaria.

E il primo soggetto che interviene a colmare le perdite provocate dal divario sempre più ampio tra i contributi versati e le pensioni erogate è come sempre lo Stato. Stato ed Enti Locali che mai hanno provveduto a versare i contributi dei loro dipendenti negli anni passati alle Casse Pensioni, hanno invece trasferito le stesse piene di debiti, vedi INPDAP o per esempio quella dei Dirigenti o quella del fondo elettrici o FS e così via con una decine di altre casse, le quali hanno portato nell’INPS una voragine inimmaginabile di miliardi di deficit. Le casse INPS, quelle attive, hanno contribuito a sanare quei deficit abnormi e, adesso sono in crisi. Adesso consideriamo i trasferimenti da parte delle casse pubbliche soldi che servono a pagare le pensioni dei loro ex dipendenti per i quali mai hanno versato un contributo previdenziale, (parliamo di emissione di titoli di debito pubblico esplicito) che aumentano in modo vertiginoso, basti pensare che nel 2008, prima della crisi, erano sufficienti 73 miliardi di trasferimenti dal bilancio dello Stato per coprire i disavanzi. Negli ultimi 5 anni, dal 2008 al 2013, l’esborso è aumentato di ben 39 miliardi cioè il 53% in più. Nel 2013 infatti i trasferimenti dello Stato all’Inps hanno toccato i 112,5 miliardi, peccato che nessuno abbia mai fatto l’elenco degli Enti trasferiti nell’INPS e quanti miliardi di deficit abbiano portato in dotazione, forse adesso le cose non sarebbero così grame.

Attualmente il buco definitivo dell’Istituto di Previdenza è di 12,8 miliardi, complice la scarsità dei contribuenti attivi rispetto ai pensionati e anche, non dimentichiamolo, la diminuita potenzialità del paese di produrre reddito.

Ma c’è un ulteriore aggravante, non attribuibile a crisi né a tassi di natalità: i trattamenti previdenziali e i fondi che li alimentano sono gestiti con pesi e misure diverse, che contribuiscono a convogliare gli oneri maggiori su due categorie già messe a dura prova: alla fine, chi paga di più sono i dipendenti del privato e i giovani senza un posto fisso, i primi costretti da una legge iniqua e rimanere al lavoro ben oltre i 40 anni di contributi solo per pagare le pensioni delle Casse e, i secondi a sperare in un lavoro da € 400 mensili senza nessun diritto, una delle cose che più infastidisce è che con i soldi dei dipendenti si paghino le pensioni dei Dirigenti, ma qualcuno ha poi pagato per lo sfascio e per il modo che sono state gestire queste Casse? O non se ne è fatto niente tanto, i consigli di amministrazione erano sedie di appoggio ai vari politici provenienti da tutti i partiti?

E pensare che L’Espresso scrive che: “I 12,8 miliardi di euro persi lo scorso anno, sono imputabili in particolare ai trattamenti previdenziali di alcune categorie di lavoratori, fuori controllo da molto tempo. Ad esempio gli artigiani, che contribuiscono meno di tutti gli altri lavoratori al pagamento delle pensioni e hanno creato un buco da 6,4 miliardi nei conti dell’Inps. Il fondo dei coltivatori diretti ha perso 5,1 miliardi”, ancora una volta si vuole uccidere le forze produttive del Paese, fondo elettrici, FS con tutti pi privilegi, INPDAD, TELECOM, POSTE ITALIANE, DIRIGENTI ecc. questi invece hanno contribuito al pagamento delle loro pensioni?, ma di questi non si può mai dire niente come della Previdenza Marinara, ma perché nessuno in Italia ne parla mai? Quanto sono i contributi versati e quanto costano le pensioni pagate? Qualcuno lo sa?

Gli unici due fondi in attivo sono quelli dei dipendenti delle aziende private, che nel 2013 hanno accumulato un tesoretto da 4,4 miliardi e soprattutto i precari che versano i loro contributi nella gestione dei parasubordinati e hanno risparmiato ben 8,5 miliardi. Peccato che tutti quei soldini messi nel salvadanaio dell’Inps non ci sono già più, perché le casse dell’Istituto funzionano come un vaso comunicante e le “formiche”, cioè i collaboratori a progetto, le (finte) partite Iva e tutti coloro che non hanno un contratto stabile, pagano per le perdite di tutti gli altri fondi in rosso”. Come ad esempio quelli delle Casse trasferite all’Istituto.

Ma se tutto questo è vero, perché non vengono penalizzati coloro che hanno le casse in rosso e premiati quelli virtuosi? Perché si continuano a pagare cifre assurde di pensione a persone che non hanno le casse in rosso fuoco? Perché tutti nello stesso calderone virtuosi e non? Ma lo Stato chi è? Siamo noi? E se siamo noi perchè ci tiriamo la zappa sul piede solo per il quieto vivere, siamo uomini o tutti caporali?

Di seguito alcuni esempi dello stato attivo e passivo di alcune casse gestite dall’INPS.

 

Fondo in miliardi di euro
Fondo pensioni lavoratori dipendenti +4,4
Ex Fondo Trasporti -1,2
Ex Fondo Elettrici -1,9
Ex Fondo Telefonici -1,2
Ex Inpdai (Manager) -3,8
Lavoratori pubblici -5,9
Parasubordinati + 8,5
Volo -0,1
Poste -0,

 

Ti potrebbe interessare...