REGIME DEI MINIMI E NUOVO CALCOLO DEI CONTRIBUTI

Regime dei Minimi e nuovo calcolo dei contributi

Artigiani e commercianti in Regime dei Minimi applicano lo sconto del 35% sui contributi: nuovo calcolo in Legge di Stabilità 2016, istruzioni INPS e scadenze per la richiesta.

Nel nuovo Regime dei Minimi sono cambiate le regole per il calcolo dell’agevolazione INPS riservata ad artigiani e commercianti esercenti attività d’impresa, titolari di una o più ditte individuali, anche organizzate in forma di impresa familiare, con i requisiti per rientrare nel regime agevolato. La Legge di Stabilità (comma 111 dell’articolo unico della legge 208/2015) prevede una riduzione del 35% sul minimale di reddito e sull’eventuale parte eccedente: tali modifiche al regime forfettario sono dettagliate nella circolare INPS 35/2016.

Calcolo dei contributi

Il reddito forfettario costituisce la base imponibile a cui «si applica la contribuzione dovuta ai fini previdenziali ridotta del 35%». Questa si calcola con il “vecchio sistema”,reintroducendo quindi la quota fissa (nel 2015 abolita dalla vecchia Legge di Stabilità) secondo le regole del comma 29, articolo 2 della legge 335/1995: il contributo calcolato sul minimale di reddito attribuisce il diritto all’accreditamento di tutti i contributi mensili relativi a ciascun anno solare cui si riferisce il pagamento.

La riduzione del 35% prevista dal Regime dei Minimi 2016 si applica al contributo complessivo, riferito sia al minimale di reddito sia all’eventuale parte di reddito eccedente il minimale.

  • Se il contributo è inferiore al minimale si accredita un numero di mesi proporzionale al versato.
  • Se la contribuzione è almeno pari al minimale si accreditano 12 mesi di contribuzione.
  • Se viene effettuato un versamento pari al contributo calcolato sul minimale ordinario, ma inferiore al dovuto, si procederà al recupero della differenza, nel rispetto del limite del 65%.

Decorrenza

Nel caso in cui il contribuente in Regime dei Minimi abbia un’attività già esistente i contributi sono attribuiti dall’inizio dell’anno solare, nell’ipotesi di nuova impresa la decorrenza coinciderà con il mese di inizio di imposizione contributiva.

Altre novità

E’ sempre dovuto il contributo di maternità, pari ad 7,44 euro annui, da corrispondere alle scadenze previste per la contribuzione in misura fissa. Per quanto riguarda i familiari coadiuvanti/coauditori, che in base alla legge possono rientrare nel regime agevolato del titolare dell’impresa, si applicano le vecchie disposizioni: la contribuzione si calcola prendendo come base imponibile la quota di reddito determinato forfettariamente e attribuito al collaboratore medesimo fino ad un massimo del 49%, oltre a tutti gli altri redditi d’impresa che il collaboratore abbia eventualmente percepito nel periodo d’imposta. Tutte le altre disposizioni, relative ad aventi diritto, domande e procedure, restano invariate.

Domanda e scadenze

Per rientrare nel regime agevolato bisogna presentare domanda INPS, con modalità diverse a seconda della data di apertura dell’attività.

  • Coloro che già esercitavano attività d’impresa, devono compilare l’apposito modulo, pubblicato sul sito dell’istituto di previdenza, entro il 28 febbraio.
  • Per le nuove aperture c’è una procedura specifica, sempre in forma telematica, da eseguire «con la massima tempestività rispetto alla data di ricezione della delibera di avvenuta iscrizione alla gestione previdenziale».

La domanda va presentata ogni anno, quindi anche coloro che hanno già utilizzato l’agevolazione nel 2015 devono presentare una nuova richiesta entro il prossimo 28 febbraio: il mancato rispetto di questo adempimento nel termine previsto comporta la perdita del beneficio contributivo per l’intero anno.

Le stesse scadenze valgono anche per i contribuenti in Regime dei Minimi che, pur essendo già titolari di attività di impresa all’inizio del 2016, non hanno ancora una posizione attiva presso le gestioni autonome di artigiani e commercianti. In questi casi, però, la domanda non si presenta in forma telematica ma compilando l’apposito modello cartaceo, allegato alla circolare INPS, da presentare alla sede competente dell’istituto previdenziale.

Nella compilazione bisogna specificare l’attività esercitata attraverso l’indicazione del codice REA.

Uscita dal regime

Valgono le precedenti regole anche per quanto riguarda la modalità di uscita dal regime agevolato, che prevedono le seguenti tre ipotesi:

  • venir meno dei requisiti che hanno consentito l’applicazione del beneficio: il regime ordinario viene ripristinato dal 1° gennaio dell’anno successivo alla presentazione della dichiarazione di perdita dei requisiti o della domanda di uscita. Con successivo messaggio verrà comunicato il rilascio dell’applicazione per la dichiarazione di recesso dal regime agevolato, da compilarsi online tramite accesso al Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti;
  • scelta del contribuente, a prescindere da qualsivoglia motivazione, di abbandonare il regime agevolato: stesse regole previste dal precedente caso;
  • comunicazione all’Istituto da parte dell’Agenzia delle Entrate in ordine al fatto che il contribuente non ha mai aderito al regime fiscale agevolato, oppure non ha mai avuto i requisiti per aderire: il regime ordinario verrà imposto retroattivamente, con la stessa decorrenza che era stata fissata per il regime agevolato.

Partite IVA in regime agevolato: i nuovi contributi

La Legge di Stabilità reintroduce la quota fissa sui contributi delle Partite IVA in Regime dei Minimi, ma c’è una riduzione del 35%: la domanda INPS.

Artigiani e commercianti in Regime dei Minimi iscritti alla gestione separata INPS hanno un trattamento agevolato anche in materia di contributi che, in base alle modifiche introdotte dalla Legge di Stabilità 2016, prevede una riduzione del 35%: sull’applicazione della norma, e in particolare sulle modalità e i termini di presentazione della domanda, interviene l’INPS con messaggio 286/2016. Si tratta di un documento rivolto agli uffici che devono processare le domande e non ai contribuenti, per i quali in materia di presentazione delle richieste di accesso al regime agevolato sui contributi non cambia nulla rispetto allo scorso anno. Ma contiene una serie di chiarimenti utili soprattutto per quanto riguarda le scadenze e la conseguente validità della richiesta di adesione al regime agevolato.

La domanda per l’adesione al regime agevolato avviene attraverso la presentazione dell’apposito modulo che si trova nel Cassetto previdenziale per artigiani e commercianti. L’invio avviene esclusivamente in via telematica, le istruzioni sono contenute nella circolare INPS 29 del 10 febbraio 2015. Le domande vengono istruite in modo automatizzato, a meno che non si renda necessario uno specifico intervento. La precisazione più importante riguarda la data di presentazione: per le richieste di agevolazione relative al 2015, le procedure sono state chiuse al 31 dicembre scorso. Si ricorda che la richiesta deve essere rinnovata ogni anno, entro la data del 28 febbraio. Quindi, artigiani e commercianti che aderiscono al Regime dei Minimi, esercitavano l’attività già nel 2015, devono presentare domanda per l’agevolazione contributiva 2016 entro il prossimo 28 febbraio.

Importante: la domanda può essere presentata da tutte le Partite IVA che abbiano una data di inizio attività precedente al 31 dicembre 2015, anche se non avevano ancora una posizione INPS attiva alla stessa data. La posizione deve però essere attiva nel momento in cui si presenta la domanda.

Ricordiamo che la novità della Legge di Stabilità 2016 riguarda sia il modo di calcolare la contribuzione agevolata, sia la platea dei soggetti aventi diritto. La nuova agevolazione contributiva prevede uno sconto del 35%: in pratica, si torna al sistema che era stato abolito lo scorso anno, versando la quota fissa, ma ridotta del 35%. L’imponibile si determina con il sistema forfettario previsto dal nuovo Regime dei Minimi (applicando il coefficiente relativo alla propria tipologia di attività al reddito).

L’allargamento degli aventi diritto dipende da due disposizioni: dal 2016, è possibile rientrare solo nel nuovo Regime dei Minimi con aliquota al 15%, mentre non è più esercitabile l’adesione al vecchio sistema forfettario al 5%. Non solo: la Legge di Stabilità ha anche cambiato i criteri di reddito, aumentando di 10mila euro per ogni singola categoria, e di 15mila euro quello dei professionisti (che però non sono interessati del regime contributivo agevolato INPS perché versano i contributi ad altre casse previdenziali). Ecco, in tabella, i nuovi limiti di redditi previsti per il Regime dei Minimi.

Tipologia di attività Limite di reddito Coefficiente per determinare l’imponibile
Industrie alimentari e delle bevande 45.000 euro 40%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio 50.000 euro 40%
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande 40.000 euro 40%
Commercio ambulante di altri prodotti 30.000 euro 54%
Costruzioni e attività immobiliari 25.000 euro 86%
Intermediari del commercio 25.000 euro 62%
Servizi di alloggio e ristorazione 50.000 euro 40%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione 30.000 euro 78%
Altre attività 30.000 euro 67%

Per accedere al regime contributivo agevolato, le partite IVA oltre a rientrare nei limiti di reddito appena esposti in tabella e in tutte le altre caratteristiche previste per l’accesso al Regime dei Minimi, devono soddisfare anche i seguenti requisiti (qui, non ci sono cambiamenti rispetto all’anno scorso): essere esercenti di attività d’impresa, rivestendo esclusivamente la carica di titolari di una o più ditte individuali, anche organizzate in forma di impresa familiare. Sono invece esclusi gli imprenditori con partecipazioni in società di persone, associazioni, società a responsabilità limitata (srl).

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