Riforma Pensioni: il giorno della quota 100

Decreto Pensioni ufficiale: testo finale approvato in Consiglio dei Ministri, confermate misure e risorse, sciolti gli ultimi nodi, fino a 30mila euro di TFR subito per gli statali.

Pensione con scivolo quota 100

Il decreto di riforma pensioni, che rende attuativa la quota 100 (nonché il reddito di cittadinanza), è stato approvato dal Consiglio dei Ministri giovedì 17 gennaio.

Soddisfazione da parte dei viceministri Luigi Di Maio e Matteo Salvini al termine del vertice di Palazzo Chigi. «E’ stato un lavoro corale, senza questo lavoro di squadra non saremmo arrivati a questi risultati» ha commentato il premier, Giuseppe Conte.

Una riunione relativamente veloce, quella del CdM, l’accordo sulle misure era già stato trovato nelle ore e nei giorni precedenti, che hanno visto avvicendarsi riunioni di maggioranza per le ultime modifiche al “decretone” (Decreto Legge Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni) e la conferma delle risorse stanziate per le due misure cardine della Legge di Bilancio.

Il dibattito delle ultime ore si è concentrato sulle agevolazioni per disabili che accedono al reddito di cittadinanza, mentre sulla pensione anticipata con la quota 100 erano emerse criticità dell’ultima ora legate alla platea dei dipendenti pubblici, in particolare sulla decorrenza del TFS rispetto al momento dell’uscita dal mondo del lavoro.

In Legge di Bilancio (comma 256, articolo 1, legge 145/2018), sono previsti 3,9 miliardi per il 2019 destinati alle misure di riforma pensione.

Quota 100 da aprile per tre anni: tutte le regole

Come funziona la Quota 100

  • Sperimentale per il triennio 2019- 2021, permette di andare in pensione con 62 anni di età e 38 di contributi.

  • Per chi sceglie questa opzione, non ci saranno penalizzazioni.

  • Non si applicano gli scatti legati alle aspettative di vita.

  • Non si possono sommare redditi da lavoro dipendente o autonomo, ma solo redditi da lavoro occasionale fino a 5mila euro. Questo, par di capire, fino a quando non si matura l’età per la pensione di vecchiaia.

  • Fra maturazione del requisito e decorrenza pensione c’è una finestra di tre mesi nel privato e di sei mesi nel pubblico. I primi assegni sono dunque previsti per aprile 2019.

  • Non si può applicare la Quota 100 ai lavoratori in isopensione (la forma di esodo per la pensione prevista dalla riforma del 2012).

Si conferma che ci sarà la possibilità di andare in pensione tre anni prima di maturare il requisito per la quota 100, in caso di accordo fra azienda e sindacati, per favorire il ricambio generazionale: ci vuole quindi una contestuale assunzione di un giovane. La prestazione è a carico dei fondi bilaterali.

Fra i capitoli più dibattuti delle ultime ore, l’anticipo del TFR/TFS agli Statali che vanno in pensione (non solo con la quota 100): il trattamento di fine servizio sarà erogato in parte (fino a un massimo di 30mila euro) al momento della pensione grazie a convenzioni con il sistema bancario, senza oneri a carico del lavoratore. La restante parte sarà erogato a distanza di tempo, secondo le attuali norme di legge.

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