Rimborso ricongiunzione onerosa

I lavoratori che hanno già avviato pratiche di ricongiunzione onerosa o totalizzazione possono recedere e passare al cumulo, con diritto al rimborso: novità Riforma Pensioni.

Una delle novità fondamentali del nuovo cumulo gratuito contributi previsto dalla Legge di Bilancio consiste nella possibilità di utilizzo anche da parte di coloro che negli anni precedenti avevano già avviato pratiche di ricongiunzione onerosa o di totalizzazione contributi. Ci sono una serie di paletti, ad esempio la ricongiunzione non deve essere già stata completata con il pagamento integrale di quanto dovuto. Ma c’è il diritto al rimborsodi quanto già versato. Vediamo esattamente quali possibilità si aprono con la nuova legge.

Il nuovo cumulo gratuito contributi è previsto dal comma 195 della Legge di Bilancio, e consente (in estrema sintesi) di sommare periodi contributivi in diverse gestioni per raggiungere la pensione di vecchiaia oppure quella anticipata (è questa la novità, il cumulo per la pensione di vecchiaia era già consentito). Altra novità, il cumulo è esteso anche ai professionisti iscritti agli ordini che versano i contributi nelle casse di categoria. La pensione alla fine viene calcolata pro quota con le regole relative a ciascuna cassa, in riferimento ai contributi effettivamente versati.

Per quanto riguarda la ricongiunzione, il comma 197 della manovra prevede la possibilità di recesso, con restituzione di quanto già versato. In parole semplici, un lavoratore che ha già avviato una pratica di ricongiunzione contributi versati in diverse gestioni previdenziali, e ha anche già iniziato a pagare l’operazione, può ripensarci, chiedere il rimborso di quanto già pagato, e passare al nuovo cumulo gratuito. Non è possibile il recesso nel caso in cui sia già stato perfezionato il pagamento integrale dell’importo dovuto. Altri paletti: la facoltà di recesso deve essere esercitata nel 2017 (entro un anno dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio). Non può essere utilizzata se la ricongiunzione ha già dato luogo alla liquidazione della pensione.

Per esercitare il recesso con rimborso bisogna presentare apposita domanda. La restituzione delle somme già versate, avviene a partire dal dodicesimo mese dalla richiesta, in quattro rate annuali, senza maggiorazioni per interessi.

Ricordiamo la principale differenza fra cumulo e ricongiunzione, importante per chi deve decidere quale opzione scegliere. La ricongiunzione è onerosa, quindi si paga (il conto può essere anche salato), ma la pensione alla fine viene liquidata con le regole della gestione in cui confluiscono i contributi. La pensione è liquidata con il sistema retributivo, contributivo, o misto. Si tratta quindi d uno strumento che può essere preferibile nel caso in cui le regole di calcolo della gestione in cui confluiscono i contributi siano particolarmente vantaggiose (ad esempio, se consentono il calcolo dell’assegno sull’ultimo stipendio, o mantengono quote retributive, e via dicendo).

Il cumulo, invece, è gratuito, ma il calcolo come detto avviene pro quota in base alle regole delle singole gestioni. Quindi, se uno degli enti previdenziali a cui sono versati i contributi ha regole pià vantaggiose, queste si applicano solo alla parte di contributi effettivamente confluiti nello stesso ente.

Infine, la totalizzazione. Anche qui, la Legge di Stabilità (comma 198), consente anche a coloro che aveva già presentato domanda di totalizzazione di recedere e passare al cumulo. Il procedimento amministrativo relativo alla domanda di totalizzazione non deve però essersi già concluso. La totalizzazione prevede che la pensione sia interamente calcolata con il sistema contributivo, a meno che non ci sia un autonomo diritto a pensione maturato in una delle gestioni interessate. Quindi, come nel caso precedente, ogni lavoratore dovrà calcolare quale opzione è più conveniente.

Un’altra differenza da tener presente che riguarda tutti i sistemi, è relativa alla maturazione del diritto alla pensione. Con la ricongiunzione la pensione è maturata con le regole della gestione nella quale confluiscono i contributi. Con la totalizzazione, valgono i requisiti previsti dalla legge 42/2006: per la pensione di vecchiaia 65 e sette mesi di età, 20 anni di contributi, 18 mesi di finestra mobile per la decorrenza. Per la pensione anticipata, 40 anni e sette mesi, più 21 mesi di finestra mobile. Con il cumulo, la pensione di vecchiaia si raggiunge in base alle regole più severe previste dalle varie gestioni interessate (quindi, all’età più alta fra quelle previste dai diversi enti previdenziali in cui sono versati contributi che si decide di cumulare), la pensione anticipata si raggiunge con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini (41 anni e dieci mesi per le donne).

Pensione: cumulo gratuito per tutti

La Legge di Stabilità prevede il cumulo gratuito dei contributi anche per i professionisti, che possono raggiungere pensione di vecchiaia o pensione anticipata: le regole.

La nuova possibilità di cumulo contributi prevista dalla Legge di Stabilità 2017 riguarda tutti gli iscritti a istituti previdenziali, anche le casse dei professionisti che in un primo momento erano state escluse: vediamo esattamente quali sono i vantaggi per i professionisti, che di fatto possono sommare periodi di lavoro dipendente e contributi versati alla cassa professionale, a meno che non siano coincidenti dal punto di vista temporale. Il riferimento normativo è il comma 195 della manovra, che va a modificare quanto previsto dalla finanziaria 2013 (articolo 1, comma 239, legge 228/2012).

La Stabilità 2017 prevede che il cumulo gratuito sia utilizzabile non più solo per il raggiungimento della pensione di vecchiaia, come precedentemente previsto, ma anche per la pensione anticipata. Nel dettaglio, il cumulo gratuito può essere utilizzato per maturare l’anzianità contributiva prevista dal comma 10 dell’articolo 24 del dl 201/2011 (riforma Fornero), adeguata agli incrementi delle speranze di vita. Restano ferme tutte le altre opzioni (pensione di vecchiaia, pensione di inabilità, pensione ai superstiti).

In pratica, quindi, il nuovo istituto del cumulo gratuito consente di sommare periodi contributivi versati in tutte le diverse gestioni previdenziali, pubbliche e private, per raggiungere i 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne), che in base alla sopra citata Riforma Fornero sono necessari per la pensione anticipata nel 2017.

Se per gli iscritti all’INPS e alle altre gestioni che erano già ricomprese nel cumulo la novità consiste come detto nella possibilità di agganciare con questo istituto la pensione anticipata, per i professionisti c’è anche la nuova opzione di raggiungere con il cumulo (al quale prima non erano ammessi), la pensione di vecchiaia.

In questo caso, la regola è che vale il requisito anagrafico più alto fra quelli previsti dalle diverse gestioni in cui sono stati versati i contributi. In generale, il cumulo prevede che il calcolo della pensione sia effettuato pro quota in base alle regole previste dalle diverse gestioni previdenziali. E’ possibile che questo ponga una serie di problemi nel caso di istituti previdenziali con regole difficili da armonizzare con quelle degli altri enti (è il caso, ad esempio, dell’Enasarco).

Saranno prevedibilmente necessari una serie di accorgimenti tecnici. Nel frattempo, la novità come detto consente nuove possibilità ai professionisti sia sul fronte delle pensioni di vecchiaia sia su quello delle pensioni anticipate. Se un professionista ha ad esempio sia contributi da lavoro dipendente sia contributi versati in una cassa professionale, può sommarli per ottenere i 42 anni e dieci mesi (o 41 anni e dieci mesi perle donne) per la pensione anticipata. Oppure, quando raggiunge l’età per la pensione di vecchiaia, può sommare i contributi versati nelle diverse casse per ottenere i 20 anni di contributi necessari.

Cumulo contributi pensione, cosa cambia

Cumulo contributi pensione più flessibile, anche per trattamento di anzianità, trasformazione di precedenti ricongiunzioni e totalizzazioni: la norma in Riforma Pensioni.

Fra le misure di Riforma Pensioni inserite in Legge di Stabilità 2017 c’è l’ampliamento della possibilità di effettuare il cumulo contributi pensione per coloro che hanno effettuato versamenti in diverse gestioni: platea più ampia di aventi diritto, strumento attivabile anche per la pensione anticipata, eliminazione del limite sul raggiungimento del diritto alla pensione in una singola gestione, possibilità di passare dalla ricongiunzione onerosa o dalla totalizzazione alla nuova forma di cumulo. Vediamo esattamente come si configura la norma, contenuta nell’articolo 30 della Legge di Bilancio.

La possibilità del cumulo contributi pensione riguarda tutti i contributi versati alle diverse forme di previdenza pubblica obbligatoria, con l’eccezione delle casse dei professionisti. Il lavoratore deve avere il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia, oppure quello contributivo per la pensione anticipata. Questa è una novità rispetto alla precedente normativa, che invece consentiva il cumulo dei contributi solo per la pensione di vecchiaia.

Significa che un lavoratore potrà raggiungere il requisito per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne) sommando i versamenti effettuati presso diverse gestioni. E’ stato eliminato anche il paletto che imponeva di non aver già maturato un autonomo diritto alla pensione in una delle gestioni previdenziali.

Il cumulo dei contributi è un istituto diverso dalle altre due possibilità previste dalla legge per utilizzare le somme versate a diverse gestioni previdenziali, ovvero la ricongiunzione e la totalizzazione. La ricongiunzione è onerosa, e prevede che il lavoratore trasferisca i contributi presso uno solo degli istituti previdenziali, che poi verserà la pensione in base alle proprie regole. nel caso in cui queste siano più favorevoli, quindi, prenderà una pensione più alta, ma deve pagarsi la ricongiunzione (ovvero l’eventuale differenza di contribuzione necessaria), un’operazione che può essere molto cara. La totalizzazione è più simile al cumulo, ma è meno favorevole il calcolo della pensione, interamente contributiva.

Il cumulo contributi invece prevede che la pensione vada calcolata pro rata, in base alle regole di ciascuna gestione previdenziale. Significa, ad esempio, che se il lavoratore ha dei contributi versati prima del 1995, avrà diritto al calcolo delle relative quote con il sistema retributivo.

Attenzione: la legge prevede anche la possibilità di passare dalla ricongiunzione o totalizzazione al cumulo contributo pensione. Nel caso della ricongiunzione, il lavoratore può recedere, e ottenere quanto già versato, ma solo nel caso in cui non abbia già terminato i pagamenti perfezionando quindi il diritto alla ricongiunzione. E comunque, entro un anno dall’entrata in vigore della Riforma pensione, quindi entro la fine del 2017. La restituzione dell’onere versato viene effettuata a decorrere dal dodicesimo mese dalla data della richiesta di rimborso in quattro rate annuali, non maggiorate di interessi. Per quanto riguarda invece la totalizzazione, il lavoratore può trasformarla in cumulo rinunciando a una domanda eventualmente già presentata prima del 2017, solo se il procedimento amministrativo non è ancora stato concluso.

Cumulo contributi per la pensione anticipata

Riforma Pensioni Fase 1: in Legge di Stabilità 2017 il cumulo gratuito dei contributi per la pensione anticipata, ammissibile anche il riscatto di laurea.

Nell’accordo sulla Riforma Pensioni c’è anche il cumulo gratuito dei contributi per la pensione anticipata: non la tanto agognata abolizione della ricongiunzione non onerosa ma un diverso sistema che consente di riunire i contributi in gestioni diverse. La novità rispetto all’attuale normativa è l’applicazione ai fini della pensione anticipata e l’eliminazione di esclusioni ai fini del computo, ammettendo per esempio il riscatto della laurea.

La misura è prevista per la cosiddetta Fase 1 della Riforma, ossia inserita nella prossima Legge di Stabilità 2017. L’accordo prevede poi una fase 2, con misure attuate nel triennio 2017-2020.

Cumulo

Il cumulo gratuito potrà riguardare:

«contributi previdenziali non coincidenti maturati in gestioni pensionistiche diverse, ivi inclusi i periodi di riscatto dalla laurea, ai fini sia delle pensioni di vecchiaia sia di quelle anticipate», esercitabile da «tutti gli iscritti presso due o più forme di assicurazione obbligatoria dei lavoratori dipendenti, autonomi e degli iscritti alla gestione separata e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, in modo che possano conseguire un’unica pensione, anche nelle ipotesi in cui sia stato già maturato un autonomo diritto alla pensione presso una singola gestione. L’assegno pensionistico sarà calcolato pro-rata con le regole di ciascuna gestione».

Il cumulo dei contributi, lo ricordiamo, è stato introdotto dalla Legge di Stabilità 2013 (comma 239, legge 228/2012) per consentire a chi ha contributi in più gestioni di andare in pensione senza pagare una costosa ricongiunzione. In base alla norma, però, il cumulo è oggi consentito solo per raggiungere la pensione di vecchiaia, di inabilità e ai superstiti. Con le modifiche previste dall’accordo, invece, sarà possibile utilizzarlo anche per raggiungere la pensione di anzianità, conteggiando anche il riscatto della laurea.

Calcolo contributi

Di fatto, con la riforma delle pensioni 2017 il cumulo dei contributi dovrebbe comunque diventare più conveniente rispetto a formule alternative quali la totalizzazione dei contributi, che consente di sommare versamenti in più gestioni, sia per la pensione di vecchia sia per quella di anzianità, con un calcolo che però è sempre contributivo (a meno che in una delle gestioni non sia stato maturato un diritto autonomo alla pensione, indipendentemente dal fatto che poi si sommino anche altri versamenti).

Fino ad oggi, in pratica, per la pensione di anzianità era consentita la totalizzazione ma non il cumulo, che con la Riforma diventa invece possibile. E con il cumulo, è possibile utilizzare anche il calcolo retributivo, sempre pro quota in base alle regole dei vari istituti previdenziali

La ricongiunzione, che invece resta onerosa, prevede di trasferire tutti i contributi versati in gestioni diverse in un’unica gestione, che poi erogherà la pensione, calcolata in base alle regole della gestione unica in cui confluiscono i contributi (soluzione potenzialmente – ma teoricamente – più conveniente).

Pensione da ricongiunzione, totalizzazione, riscatto e cumulo

Come ottenere prima la pensione riunificando i contributi versati in gestioni diverse per periodi diversi o coincidenti: guida alle diverse formule con requisiti e costi.

Per maturare prima il diritto alla pensione, il sistema previdenziale italiano consente di ricorrere a diverse opzioni: ricongiunzione, totalizzazione, cumulo o riscatto. Ecco una breve guida per capire come riunificare i contributi previdenziali relativi anche agestioni diverse  ottenere un trattamento pensionistico, possibilmente unico e i tempi più brevi.

Ricongiunzione

Regolata da due distinte leggi (29/1979 e 45/1990), la ricongiunzione dei contributi è l’istituto con cui chi ha posizioni assicurative in gestioni diverse può riunire (esclusa la Gestione Separata INPS) mediante trasferimento tutti i periodi contributivi presso un’unica gestione, allo scopo di ottenere una sola pensione.

È a titolo oneroso e i costi variano in base a età, sesso del lavoratore e anni da riunire. L’interessato deve fare domanda di ricongiunzione di tutti i periodi di contribuzione (obbligatoria, volontaria, figurativa, riscattata) che ha maturato in almeno due diverse forme previdenziali fino al momento della richiesta.

Esistono vari tipi di ricongiunzione:

  • Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti gestito dall’INPS: vi si possono far convogliare i contributi in altre gestioni sostitutive, esclusive o esonerative dell’Assicurazione obbligatoria (cosiddette “alternative” quali INPDAP, Fondi speciali Ferrovie, Volo, Elettrici, Telefonici, …) o nelle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti e coltivatori diretti esclusa Gestione separata dei parasubordinati);

  • Fondi diversi dal fondo dipendenti: occorre far valere periodi di iscrizione nell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei dipendenti, in forme obbligatorie di previdenza sostitutive, esclusive o esonerative dell’assicurazione predetta e nelle gestioni speciali per i lavoratori autonomi gestite dall’INPS;

  • liberi professionisti: è possibile unire i contributi dalle casse dei liberi professionisti al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti oppure alle gestione sostitutive o degli autonomi.

Totalizzazione

La totalizzazione permette al lavoratore che ha versato contributi presso più gestioni in periodi non coincidenti di unirli per ottenere un’unica pensione. Possono accedervi dipendenti, autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni mezzadri e parasubordinati) e liberi professionisti. Con la totalizzazione si ottengono la pensione di vecchiaia, di anzianità con 40 anni di contributi, di inabilità e pensione indiretta ai superstiti.

A differenza della ricongiunzione è gratuita ma il calcolo della pensione è meno vantaggioso in quanto effettuato interamente col metodo contributivo: le gestioni pensionistiche calcolano la quota di pensione di propria competenza in proporzione all’anzianità contributiva maturata dal lavoratore in ciascuna di esse. Il lavoratore non già titolare di pensione può chiedere la totalizzazione al compimento del 65esimo anno se ha almeno 20 anni di contribuzione complessiva, oppure a qualsiasi età se ha maturato almeno 40 anni. Per la pensione di vecchiaia e per quella di anzianità, possono essere utilizzate per la totalizzazione soltanto le gestioni nelle quali si è in possesso di periodi contributivi di almeno 3 anni.

Cumulo

Introdotto dalla Legge di Stabilità 2013, il cumulo o “totalizzazione retributiva” permette ai lavoratori iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria, che non hanno maturato in nessuna delle due il diritto alla pensione calcolata con il sistema contributivo, di cumulare gratuitamente i vari periodi al fine di perfezionare i requisiti richiesti e conseguire la pensione di vecchiaia, di inabilitàm e ai superstiti. Occorre comunque raggiungere i requisiti contributivi minimi chiesti per la pensione da ogni singola gestione interessata. Non è utilizzabile se si matura in una gestione il diritto alla pensione di vecchiaia, nè per la contribuzione accantonata presso casse professionali e per la gestione separata. A differenza della totalizzazione contributiva, quella retributiva permette di determinare la quota di pensione maturata presso ciascuna gestione secondo le regole di quel fondo, e non in via obbligatoria con il metodo contributivo.

Artigiani e commercianti

Anche gli artigiani e commercianti possono riunire senza costi i contributi versati alla gestione INPS Artigiani e commercianti con quelli presso il Fondo dipendenti. L’importo dell’assegno pensionistico sarà il risultato della somma della quota di pensione calcolata sulla base del periodo di iscrizione e della contribuzione versata nelle due gestioni.

Pensione supplementare

Prestazione economica che si ottiene quando il soggetto risulta già titolare di altra pensione e i contributi ulteriormente versati non sono sufficienti per il diritto a un’altra autonoma prestazione pensionistica. In tal modo l’INPS liquida una pensione “supplementare” che va ad aggiungersi a quella principale già percepita. È una facoltà concessa solo ai dipendenti.

Riscatto

È consentito riscattare a pagamento alcuni periodi che non sono coperti da contribuzione:

  • corso legale di laurea;

  • astensione facoltativa per maternità;

  • anni di praticantato effettuati dai Promotori finanziari;

  • attività svolta con contratto di collaborazione coordinata e continuativa per periodi antecedenti il 1.4.1996;

  • periodi di lavoro svolto con contratto part time;

  • periodi di lavoro socialmente utili per la copertura delle settimane utili per il calcolo della misura delle pensioni;

  • ulteriori periodi di riscatto previsti da specifiche disposizioni di legge.

Possono chiedere il riscatto i lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, a una delle gestioni speciali degli autonomi, alla gestione separata dei parasubordinati, nonché quelli iscritti ai fondi speciali gestiti dall’INPS. La facoltà è concessa anche ai superstiti del lavoratore o del pensionato deceduto.

Cumulo contributi pensione, cosa cambia

Cumulo contributi pensione più flessibile, anche per trattamento di anzianità, trasformazione di precedenti ricongiunzioni e totalizzazioni: la norma in Riforma Pensioni.

Fra le misure di Riforma Pensioni inserite in Legge di Stabilità 2017 c’è l’ampliamento della possibilità di effettuare il cumulo contributi pensione per coloro che hanno effettuato versamenti in diverse gestioni: platea più ampia di aventi diritto, strumento attivabile anche per la pensione anticipata, eliminazione del limite sul raggiungimento del diritto alla pensione in una singola gestione, possibilità di passare dalla ricongiunzione onerosa o dalla totalizzazione alla nuova forma di cumulo. Vediamo esattamente come si configura la norma, contenuta nell’articolo 30 della Legge di Bilancio.

La possibilità del cumulo contributi pensione riguarda tutti i contributi versati alle diverse forme di previdenza pubblica obbligatoria, con l’eccezione delle casse dei professionisti. Il lavoratore deve avere il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia, oppure quello contributivo per la pensione anticipata. Questa è una novità rispetto alla precedente normativa, che invece consentiva il cumulo dei contributi solo per la pensione di vecchiaia.

Significa che un lavoratore potrà raggiungere il requisito per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne) sommando i versamenti effettuati presso diverse gestioni. E’ stato eliminato anche il paletto che imponeva di non aver già maturato un autonomo diritto alla pensione in una delle gestioni previdenziali.

Il cumulo dei contributi è un istituto diverso dalle altre due possibilità previste dalla legge per utilizzare le somme versate a diverse gestioni previdenziali, ovvero la ricongiunzione e la totalizzazione. La ricongiunzione è onerosa, e prevede che il lavoratore trasferisca i contributi presso uno solo degli istituti previdenziali, che poi verserà la pensione in base alle proprie regole. nel caso in cui queste siano più favorevoli, quindi, prenderà una pensione più alta, ma deve pagarsi la ricongiunzione (ovvero l’eventuale differenza di contribuzione necessaria), un’operazione che può essere molto cara. La totalizzazione è più simile al cumulo, ma è meno favorevole il calcolo della pensione, interamente contributiva.

Il cumulo contributi invece prevede che la pensione vada calcolata pro rata, in base alle regole di ciascuna gestione previdenziale. Significa, ad esempio, che se il lavoratore ha dei contributi versati prima del 1995, avrà diritto al calcolo delle relative quote con il sistema retributivo.

Attenzione: la legge prevede anche la possibilità di passare dalla ricongiunzione o totalizzazione al cumulo contributo pensione. Nel caso della ricongiunzione, il lavoratore può recedere, e ottenere quanto già versato, ma solo nel caso in cui non abbia già terminato i pagamenti perfezionando quindi il diritto alla ricongiunzione. E comunque, entro un anno dall’entrata in vigore della Riforma pensione, quindi entro la fine del 2017. La restituzione dell’onere versato viene effettuata a decorrere dal dodicesimo mese dalla data della richiesta di rimborso in quattro rate annuali, non maggiorate di interessi. Per quanto riguarda invece la totalizzazione, il lavoratore può trasformarla in cumulo rinunciando a una domanda eventualmente già presentata prima del 2017, solo se il procedimento amministrativo non è ancora stato concluso.

La totalizzazione dei contributi previdenziali

Ecco cosa prevede e a chi è rivolta l’alternativa al costoso ricongiungimento dei contributi versati a diverse casse, gestioni o fondi previdenziali: guida alla totalizzazione dei contributi.

Ai professionisti che hanno versato i contributi previdenziali in diverse casse, gestioni o fondi previdenziali – e ai quali ora si chiedono migliaia di euro per la ricongiunzione contributiva - l’unica soluzione possibile è quella di optare per la totalizzazione, acquisendo gratuitamente il diritto ad un’unica pensione di vecchiaia o di anzianità, seppure rinunciando ai vantaggi ai fini pensionistici che avrebbe comportato il ricongiungimento, gratuito fino al 2010 ma ormai un miraggio visti i costi stellari.

Ricongiunzione

Ricordiamo che la ricongiunzione è sempre onerosa per i liberi professionisti, mentre per i lavoratori dipendenti la Legge di Stabilità 2013 (legge 228/2012, articolo 1, commi 238- 248) ha ripristinato in parte la ricongiunzione gratuita. La ricongiunzione dei contributi previdenziali di casse diverse a pagamento è considerata uno scandalo da molti, ma non dal Ministro Elsa Fornero, che difende la legge 122/2010 sostenendo che «l’imposizione di un onere risponde a criteri di equità tra le categorie».

Totalizzazione

La totalizzazione rappresenta una soluzione diversa dalla ricongiunzione dei contributi, in primo luogo perché la totalizzazione risulta completamente gratuita, mentre la ricongiunzione può arrivare a costare anche molto caro. In questo caso, però, i contributi non possono essere ricongiunti ad altra cassa o fondo di previdenza (quindi, niente fusione INPS e INPDAP per esempio).

Beneficiari

Della cosiddetta totalizzazione dei contributi possono beneficiare lavoratori dipendenti, autonomi artigiani, commercianti e coltivatori diretti, liberi professionisti, ma soprattutto lavoratori parasubordinati iscritti alla gestione separata.

  • Gli autonomi possono sommare i contributi versati nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi con quelli versati all’INPS come lavoratori dipendenti per attività lavorativa subordinata;

  • chi ha lavorato all’estero può sommare i contributi versati in Paesi dell’Unione Europea o convenzionati con quelli versati all’INPS;

  • gli occupati in data successiva al 31.12.1995 possono sommare i contributi INPS con quelli di due o più gestioni;

  • possono totalizzare i periodi assicurativi, per ottenere un’unica pensione i titolari di posizione assicurativa all’INPGI (giornalisti) e all’INPS per altra attività lavorativa subordinata;

  • chi ha effettuato versamenti all’INPS e all’ENPALS può godere della totalizzatone prevista dalla convenzione stipulata tra i due Enti.

Requisiti

Per richiedere la totalizzazione è necessario:

  • non aver richiesto e accettato la ricongiunzione dei periodi assicurativi ai sensi della legge 7 febbraio 1979, n. 29 e 5 marzo 1990, n. 45 in data successiva all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 42 del 2 febbraio 2006;

  • non essere titolare di un trattamento pensionistico erogato da una delle gestioni destinatarie della normativa della totalizzazione.

L’INPS chiarisce che la «totalizzazione riguarda tutti e per intero i periodi assicurativi». Da sottolineare che prima della Riforma delle Pensioni Fornero era richiesta un’anzianità contributiva pari ad almeno tre anni, tranne per i contributivi esteri che però devono rispettare il minimale di contribuzione previsto dalla normativa comunitaria (1 anno) o dalle singole Convenzioni bilaterali, successivamente la norma è stata cambiata eliminando il paletto del tre anni. Ad oggi quindi si possono totalizzare tutti i periodi anche inferiori ad anni 3 in qualsiasi Gestione previdenziale.

Calcolo dell’importo

Per il calcolo dell’importo spettante si ricorre al “pro–quota” «da ciascuna gestione pensionistica interessata, in rapporto ai periodi di iscrizione maturati» e «l’importo delle pensioni per la quota a carico dell’INPS è determinato sulla base della disciplina prevista in caso di “opzione” per il calcolo della pensione con il sistema contributivo». A pagare le pensioni in regime di totalizzazione è l’INPS, queste sono reversibili ai superstiti con le modalità e nei limiti previsti da ogni singola gestione. Per maggiori informazioni consulta la scheda INPS.

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