THALIDOMIDE

Una Giustizia … INCOMPLETA!

 

La Thalidomide è una molecola di un farmaco dal passato in fausto, che venne ritirato dal commercio nel 1961, non prima, però, di aver causato nel mondo almeno 20 mila casi di contagio. Il farmaco, commercializzato con diversi nomi, negli anni sessanta veniva usato come antinausea, sedativo blando o antinfluenzale; lo assunsero decine di migliaia di donne in gravidanza, quando gli effetti collaterali della molecola sul feto venivano volutamente ignorati dall’azienda tedesca che lo produceva.

Dopo decenni di “incivile” silenzio Istituzionale,e solo a seguito di una battaglia lunga e complessa, tutti i cittadini affetti da malformazione congenita (diretta conseguenza del farmaco somministrato alle gestanti e contenente talidomide), nati tra il gennaio 1959 e il dicembre 1965, con danni permanenti alla propria salute, hanno diritto ad ottenere un indennizzo mensile (L. 244/07).

Ma questo non basta !

La soluzione, apprestata dallo Stato italiano per rimediare ad una propria gravissima e lunga “disattenzione”, è incompleta.

Infatti, a seguito di un’attenta ed approfondita analisi, è emerso che ai “danneggiati di Statonon viene tuttora riconosciuto:

il diritto alla rivalutazione dell’Indennità Integrativa Speciale;

il diritto agli interessi legali;

il diritto al risarcimento del danno biologico.

Rimedi giurisdizionali

Lindennizzo, di cui al comma 1, di seguito denominato indennizzo per i falidomidici, consiste in un assegno mensile vitalizio, di importo pari a sei volte lo somma corrispondente ad un importo base di riferimento, determinato in analogia a quanto previsto per i soggetti danneggiati da vaccinazione obbligatoria, ai sensi dell’articolo 2 della legge 25 febbraio 1992, n. 210″; tanto dispone lart.

l, co. 2, Decreto Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, 2/1 0/2009, n. 163.

In virtù della richiamata “analogia”, anche l’indennizzo erogato in favore dei talidomidici deve essere annualmente rivalutato nella componente I.I.S. (Indennità Integrativa Speciale) così come previsto per i soggetti danneggiati da vaccinazione o emotrasfusione a seguito delle autorevoli decisioni della Corte dei Diritti dell‘Uomo del 3/9/13 (caso: Requete no. 5376/11 ) e della Corte Costituzionale n. 293, del 7 novembre 20ll.

La richiamata rivalutazione, già rivendicata per i nostri assistiti,realizza il giusto adeguamento al costo della vita di tutte le prestazioni erogate dallo Stato e non è possibile immaginare l’esclusione dei danneggiati dalla talidomide.

Le somme già maturate a tale titolo ammontano, mediamente, a 35/40.000 euro.

Gli interessi legali, che costituiscono una “componente essenzialedel credito da prestazione assistenziale, sono dovuti a decorrere dal 12P giorno successivo alla domanda amministrativa (ex art. 4, comma l; art. 5, comma 2, del D.P.R.21 settembre 1994 n. 698) e sono soggetti allo stesso regime prescrizionale previsto per il credito principale. Nonostante il dettato normativo e lo costante giurisprudenza (per tutte, Corte di Cassazione – Sezioni Unite - 25/7/2002, n.10955), il Ministero della Salute, nel corrispondere le somme arretrate non provvede alla liquidazione spontanea degli interessi legali.

Grazie oll’ousijo tecno-contabile di un pool di nostri consulenti, siamo in grado di predisporre conteggi precisi e personalizzati per recuperare giudizialmente le somme dovute, attraverso una procedura, alquanto breve ( art. 633 c.p.c.) realizzata con successo per i danneggiati da vaccinazioni obbligatorie ed emotrasfusi occasionali (L. 210/92).

Coloro che hanno già ottenuto l’indennizzo previsto dalla L.244/07, e i loro familiari, possono rivendicare il proprio diritto al risarcimento del danno biologico.

Va subito detto che è una battaglia difficile e dall’esito non scontato, ma troppo giusta e nobile per non essere coraggiosamente combattuta.

Stiamo da tempo lavorando, con l’indispensabile ausilio di un pool di medici esperti, all’attivazione di questo contenzioso dinanzi le Autorità Giurisdizionali Italiane, ma non escludiamo di interessare,della delicata vicenda, anche lo Corte dei Diritti dell’Uomo.

Nelle more, poiché lo costante Giurisprudenza in materia di risarcimento del danno ha fissato in 5 anni lo prescrizione per tale diritto, è assolutamente indispensabile interrompere tale termine, inviando una nota al Ministero della Salute.

Contatti

Sede Provinciale UNSIC Verona 045 8230472

Avv. Azzone tel, mobile: 335.6264154 – Fax: 080.672181

 

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